UAF, un nipote on demand

Arriva UAF, la rivoluzione dell’assistenza all’anziano con un servizio che coinvolge e unisce due generazioni

UAF, un nipote on demand

Arriva UAF, la rivoluzione dell’assistenza all’anziano con un servizio che coinvolge e unisce due generazioni

You are family: è questo il significato dell’acronimo UAF, un servizio (e APP) che si rivolge agli anziani alla ricerca di un po’ di compagnia ricreativa e piacevole, non di un caregiver o di costante assistenza. L’idea arriva durante il lockdown da Cecilia Cornelia e Matteo Fiammetta, co-founder di UAF ed ex compagni delle elementari. Cecilia racconta:

«Quando ci siamo trovati costretti a stare chiusi in casa abbiamo capito cosa significasse rimanere soli. Questo ci ha fatto riflettere sul fatto che per molte persone, comprese le nostre nonne, la solitudine purtroppo non rappresenta una condizione legata all’emergenza sanitaria ma è una costante della loro vita».

Da qui, nasce il primo servizio in Italia che rompe la routine di solitudine dei nonni (o regala un’ora di svago per il caregiver) e che coinvolge i giovani, o meglio i “nipoti”, in momenti di incontro in cui si condividono passioni, interessi ed esperienze. Ma come funziona?

«Il nonno può contattarci al numero verde 351 9289518, visibile sul nostro sito www.uaf-family.com; subito il nostro customer care raccoglie più informazioni possibili circa il suo bisogno ma anche il suo background, ovvero i suoi interessi, hobbies. Sulla base dei dati raccolti, poi, l’algoritmo all’interno della nostra APP seleziona il nipote più affine così da creare relazioni di valore».

È direttamente l’anziano che sceglie cosa fare: attività ricreative fuori casa come andare a teatro, al cinema, al bar a prendersi un caffè o al supermercato a fare la spesa, oppure attività in casa. In quest’ultimo caso, la maggior parte dei nonni chiede supporto per usare la tecnologia.

«Abbiamo notato come i nonni si sentono poco integrati quando si parla di digitalizzazione e quindi si affidano al giovane per imparare e sentirsi meno esclusi. Tra le richieste più comuni, ci sono le lezioni su come usare lo SPID, per poter poi gestire in autonomia le pratiche, e Word così da imparare a scrivere al pc i propri ricordi ed esperienze».

Il rapporto tra nonno e nipote, quindi, si basa sullo scambio e l’unione di generazioni diverse che vogliono stare insieme: nonostante manchi il legame di parentela, si creano comunque forti relazioni che durano nel tempo. Una volta creato il match tra il giovane e l’anziano, infatti, quest’ultimo può decidere di scegliere lo stesso nipote o nipoti diversi in base all’attività che vuole fare.

Come fare per diventare un nipote UAF?

«La/il ragazza/o deve seguire un iter preciso: una volta compilato il form nella sezione “diventa un nipote”, deve fare un colloquio con noi e poi seguire un percorso con la psicologa per migliorare le sue soft skills (non facciamo formazione medica). Se supera il test finale allora entra ufficialmente in UAF».

Ogni nipote ha a disposizione un calendario che aggiorna quotidianamente con le sue disponibilità perché non esistono limiti o imposizioni di orario. In questo modo i giovani, per lo più studenti universitari, non si sentono vincolati e riescono a far combaciare i propri impegni (università, lavoro, sport etc.) con l’attività UAF.

«Oggi solo a Milano abbiamo più di 1500 nipoti, oltre 100 anziani ed eroghiamo circa 200 ore di compagnia al mese con una media di 2 ore a settimana per nonno. Il servizio UAF è disponibile anche a Bergamo e Roma ma il nostro obiettivo per il futuro è di estenderlo su tutto il territorio nazionale».

Matteo Fiammetta e Cecilia Cornelia

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