Disabilità: verso un’educazione inclusiva

Obiettivi, strumenti e sviluppi per un’educazione sempre più inclusiva

Disabilità: verso un’educazione inclusiva

Obiettivi, strumenti e sviluppi per un’educazione sempre più inclusiva

La Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrata ogni anno il 24 gennaio, è un richiamo globale all’importanza cruciale dell’istruzione nella costruzione di un mondo migliore. Questa giornata mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di garantire a tutti un’educazione di qualità e inclusiva, fattore fondamentale per lo sviluppo sostenibile e il progresso sociale. 

Una condizione possibile solo attraverso l’eliminazione delle disparità educative e la promozione di un apprendimento inclusivo ed equo per tutti: ecco che l’educazione rientra anche come Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (corrisponde al n. 4 – SDG 4) in quanto strumento necessario per ridurre la povertà, migliorare la salute, promuovere la parità di genere e stimolare l’innovazione.

Quando si parla di formazione inclusiva è importante considerare anche le necessità specifiche delle persone con disabilità fisiche, intellettive e sensoriali.  

Educazione inclusiva in Italia: i numeri

Secondo l’ultima indagine condotta da ISTAT sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, nell’anno scolastico 2021/2022:

  • Sono più di 316mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane (pari al 3,8% degli iscritti – fonte MIUR).
  • Sono oltre 207mila gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane: a livello nazionale, il rapporto alunno-insegnante, pari a 1,5 alunni ogni insegnante per il sostegno, è più favorevole di quello previsto dalla Legge 244/2007 che raccomanda un valore pari a 2. Di questi, però, più del 70% non hanno una formazione specifica.
  • Una scuola su tre risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria, per mancanza di ascensore (45% delle scuole), di servoscala interno (31%) o di bagni a norma (24%).

Scarseggiano le scuole accessibili agli alunni con disabilità sensoriali: il 16% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo nell’1,5% delle scuole.

I modelli PEI, PDP, PAI

In Italia esistono degli strumenti pensati per creare le condizioni di apprendimento ottimali per tutti gli studenti, appianare difficoltà e differenze, allo scopo di scoprire, valorizzare ed esprimere al massimo il proprio potenziale:

  • PEIPiano Educativo Individualizzato
    Strumento di didattica inclusiva usato per impostare un piano personalizzato per gli studenti con disabilità certificata secondo legge 104/1992, fissando le attività e gli obiettivi da perseguire durante l’anno scolastico. È un documento obbligatorio che prevede il coinvolgimento dell’alunno stesso, della famiglia, del personale scolastico e sanitario, che condivide con la scuola non solo la stesura ma anche le responsabilità connesse.
  • PDP – Piano Didattico Personalizzato
    Progetto di formazione per gli studenti che richiedono particolare attenzione ai loro bisogni educativi e cognitivi, ovvero che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES) che comprende tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità, quella dei disturbi evolutivi specifici (Disturbi da deficit di attenzione/iperattività e Disturbi specifici dell’Apprendimento) e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale. Si tratta di un documento facoltativo, ovvero si rimanda al personale scolastico la scelta di ricorrere o meno a un piano personalizzato per la gestione dello studente.

Il tempo a disposizione per redigere entrambi i piani è di massimo tre mesi, periodo che solitamente corrisponde con il primo trimestre scolastico, così da poter redigere il Piano annuale per l’inclusività (PAI), uno strumento che consente alla scuola di programmare e organizzare in tempo le risorse necessarie per i propri alunni e contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi.

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