Uniti contro ogni forma di bullismo

7 febbraio e oltre: un monito contro ogni forma di violenza

Uniti contro ogni forma di bullismo

7 febbraio e oltre: un monito contro ogni forma di violenza

Ha molteplici facce, non sempre subito riconoscibili, non da tutti conosciute, ma allo stesso modo odiose e da combattere. È il bullismo in tutte le sue forme, dal bullismo da strada, in classe o nei gruppi di amicizie, a quello che dilaga sul web.

Per sensibilizzare sul tema è stata istituita la Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, che cade il 7 febbraio e interessa proprio tutti: non solo i genitori, ma in generale chi si interfaccia con i giovani, ad esempio gli stessi nonni, che spesso non hanno adeguati strumenti e conoscenze per affrontare le situazioni.

Partiamo dalle definizioni: cosa si intende, innanzitutto, con queste due parole?

Bullismo: si definisce tale un comportamento aggressivo e ripetitivo che mira a danneggiare deliberatamente una persona, fisicamente o emotivamente. Il bullismo può assumere molte forme, come il bullismo verbale, il bullismo fisico e il bullismo sociale. Non c’è età che sfugga al bullismo, ma è purtroppo particolarmente diffuso tra i giovani nelle scuole.

Cyberbullismo: la sua strada è il digitale e questa forma di bullismo si verifica online, attraverso l’uso di mezzi digitali come i social media, i messaggi sulle chat e le e-mail. I contenuti trasmessi per ledere la dignità di una persona possono essere testuali, immagini, video… Una caratteristica che rende il cyberbullismo particolarmente pericoloso è il fatto che chi lo pratica può, troppo spesso, rimanere anonimo.

Come possiamo combattere queste forme di violenza, nel nostro quotidiano?

1. Educare e sensibilizzare: la soluzione passa innanzitutto dall’educazione. Dobbiamo farci portavoce e insegnare il rispetto, l’empatia, la gentilezza. Le scuole spesso organizzano organizzare programmi di sensibilizzazione sul bullismo per aumentare la consapevolezza e promuovere comportamenti positivi.

2. Comunicare: il dialogo aperto tra genitori, insegnanti e giovani è essenziale. I giovani devono sentirsi a proprio agio nel condividere le proprie esperienze e preoccupazioni. Gli adulti devono ascoltare e fornire supporto, prestando particolarmente attenzione a ogni segnale.

3. Segnalare: non girarsi dall’altra parte ma sentirsi parte di una comunità attiva e coesa. Le vittime e gli spettatori devono sentirsi incoraggiati a segnalare gli episodi di bullismo alle autorità competenti. Gli insegnanti e gli adulti devono intervenire prontamente per fermare il comportamento dannoso e punire gli aggressori.

4. Promuovere l’inclusione: le comunità devono promuovere l’inclusione sociale e l’accettazione delle differenze. La differenza e le differenze sono una ricchezza da tutelare e valorizzare, non da condannare.

5. Utilizzare la tecnologia responsabilmente: viviamo un ecosistema digitale, perciò è importante utilizzare la tecnologia in modo responsabile ed etico. Occorre tutelare innanzitutto la propria privacy e prestare attenzione a quella degli altri. Allo stesso modo le aziende di social media e le piattaforme online hanno anche una responsabilità nella lotta contro il cyberbullismo. Devono adottare misure per identificare e affrontare i comportamenti dannosi online

6. Supportare le vittime: non lasciare gli altri da soli è la prima regola per essere un cittadino virtuoso. Le vittime di bullismo si sentono spesso sole, isolate. Vanno ascoltate, occorre offrire loro conforto e aiuto, assicurarci che non si sentano sole o isolate.

Combattere bullismo e cyberbullismo deve essere un impegno di tutti.

Facciamo nostri e condividiamo i contenuti di questo impegno tutto l’anno!

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