AI al servizio della lingua dei segni italiana

Arriva l’assistente virtuale che sfrutta l’intelligenza artificiale per parlare la lingua dei segni italiana

AI al servizio della lingua dei segni italiana

Arriva l’assistente virtuale che sfrutta l’intelligenza artificiale per parlare la lingua dei segni italiana

“Un mondo dove le persone sorde possano usare la propria lingua dei segni ovunque” è il tema per la Giornata Internazionale della lingua dei Segni di quest’anno. Un obiettivo che, se raggiunto, potrebbe soddisfare le esigenze di circa 43 mila persone sorde presenti solo in Italia (dati INPS). 

Il pubblico però si allarga ulteriormente se consideriamo che la lingua dei Segni italiana (LIS) viene usata non solo dalle persone sorde ma anche da chi ha disturbi della comunicazione, come le persone con autismo o con sindrome di Down.

Un primo passo in questa direzione è stato fatto da QuestIt, la tech company nata come spin-off dell’Università di Siena, che insieme a Santa Chiara Fab Lab dell’ateneo senese, all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR e al Gruppo per lo studio e l’informazione della Lingua dei Segni italiana lancerà il primo avatar che comprende e parla la lingua italiana dei Segni entro la fine dell’anno. 

Di cosa si tratta?

L’avatar, di nome Algho, è un assistente virtuale dalle sembianze umane che grazie all’intelligenza artificiale e alle tecnologie sensoriali è in grado di replicare il linguaggio dei segni, in cui ogni genere di concetto è veicolato dai canali visivo-gestuali, ossia dalle mani e dal corpo tramite gli occhi. 

Nonostante la sua complessità, sarà molto semplice da usare: basterà installare Algho su un dispositivo (smartphone, tablet, pc etc.) dotato di webcam per generare l’interazione avatar-utente. Una volta che la persona si posiziona davanti allo schermo e comincia a comunicare tramite LIS, l’assistente virtuale analizzerà le espressioni facciali e i movimenti per poi dare una risposta precisa. Un servizio che sarà disponibile a tutti H24, 7 giorni su 7.

L’assistente virtuale è stato pensato per rendere accessibili tutti quei servizi digitali rivolti ai cittadini (banche, pubblica amministrazione, poste etc.) ma potrà essere molto utile anche per il settore sanitario, scolastico e culturale.  

Un passo in avanti molto importante a livello di inclusione, considerando che il riconoscimento della lingua dei Segni italiana come lingua ufficiale è arrivato solo nel 2021.

Sono due i prossimi sviluppi del progetto Algho:

  • Adattare l’avatar agli altri linguaggi dei segni: la lingua dei segni non è universale ma ogni paese ha la sua. Tra le più diffuse ci sono quella francese (Langue des Signese Française) e quella americana (ASL, American Sign Language);
  • Rendere l’avatar capace di tradurre simultaneamente le parole in segni.
FROLLA, BISCOTTI CHE CAMBIANO VITE

Un biscottificio sociale che unisce impegno sociale e alta pasticceria

CON CAUTO LE FRAGILITÀ DIVENTANO FORZA

Una cooperativa sociale di inclusione sostenibile e innovazione sociale

MUSEO PER TUTTI… IN VENETO!

Esplorando i musei accessibili del Veneto sulle linee guida di un progetto di inclusione culturale