Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo

In occasione della ricorrenza, WimedYou parla a 360 gradi del disturbo dello spettro dell’autismo

Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo

In occasione della ricorrenza, WimedYou parla a 360 gradi del disturbo dello spettro dell’autismo

Il 2 aprile si celebra la XV Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, istituita dall’”Assemblea Generale delle Nazioni Unite” il 18 dicembre 2007. L’obiettivo è di incoraggiare gli Stati membri ad adottare azioni di sensibilizzazione sul tema dei disturbi dello spettro dell’autismo (Autism Spectrum Disorders, ASD) e sostenere la ricerca trovando nuovi modi per migliorare il benessere e l’inclusione. 

È proprio grazie alla ricerca, ad esempio, che è stato possibile classificare l’autismo come spettro. Tutto ha avuto inizio nel 1911 quando lo psichiatra Eugen Bleuler utilizzò per la prima volta il termine “autismo” per descrivere i classici sintomi della schizofrenia. A seguire nel 1943 il pediatra Leo Kanner usò il termine “autismo infantile precoce” per descrivere un complesso di sintomi comportamentali lontani dalla normalità dovuti a un’innata incapacità a comunicare. 

Solo a partire dagli anni ‘80 l’autismo non viene più associato alla schizofrenia, ma definito come “disturbo pervasivo dello sviluppo”, per poi arrivare al 1994 e alla sua classificazione come spettro di condizioni all’interno del “IV Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM) redatto dall’American Psychiatric Association

L’ultima revisione di questo documento risale al 2013 in cui tutte le sottocategorie di autismo e condizioni correlate sono state classificate sotto una categoria unificata, comprendente diverse caratteristiche, gravità e presentazione dei sintomi. 

Qual è, quindi, la definizione corretta? Il Ministero della Salute parla di “insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. 

In Italia si stima che 1 bambino su 77, nella fascia di età compresa tra i 7 e 9 anni, presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Secondo il Child Mind Institute questo è dovuto al fatto che le bambine riescono meglio a mascherare i sintomi e quindi spesso non si adattano agli stereotipi dell’autismo.

Come riconoscere l’autismo? Innanzitutto, identificare un disturbo dello spettro autistico è difficile prima dell’età di circa 12 mesi; infatti, La diagnosi, generalmente, non viene formalizzata prima dei 3-4 anni di età. Le caratteristiche dell’insorgenza includono il ritardo nello sviluppo o la temporanea regressione delle abilità linguistiche e sociali e modelli di comportamento stereotipati e ripetitivi. 

Quali sono le principali cause? Non esiste una causa precisa, ma sono stati identificati 2 principali fattori di rischio che possono incidere, ovvero:

  • Fattore genetico: studi di genetica condotti sulle famiglie hanno mostrato che parenti di primo grado di persone con autismo hanno tra il 20 e l’80% in più di probabilità di sviluppare la malattia rispetto a chi non ha parenti con questo tipo di disturbo;
  • Fattori ambientali: in questo caso si intendono eventuali complicazioni, pre-, peri- e neonatali, o anche l’elevata età dei genitori al momento della gestazione o ancora la nascita estremamente prematura (<26 settimane).
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