Valorizzare la diversità

L’importanza di introdurre la cultura dell’inclusione e della diversità all’interno dell’ambito lavorativo

Valorizzare la diversità

L’importanza di introdurre la cultura dell’inclusione e della diversità all’interno dell’ambito lavorativo

L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è un tema piuttosto recente ma in continuo sviluppo e aggiornamento. Basti pensare che tutto ha avuto inizio con la Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 159 sul reinserimento professionale e l’occupazione delle persone con disabilità del 1983 e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) del 2006.

Oggi, il lavoro come mezzo di inclusione per le persone con disabilità rientra anche tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 ed è perseguibile attraverso:

  • un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale
  • un’occupazione piena e produttiva
  • un lavoro dignitoso
  • un’equa remunerazione per lavori di pari valore.

Tutto questo è sempre volto a favorire la partecipazione lavorativa delle persone con disabilità ma, parallelamente, a ridurne la dipendenza economica dal welfare pubblico. Di tale impegno si deve fare carico sia lo Stato (attraverso l’elaborazione di una politica nazionale che promuova l’accesso di tutte le persone con disabilità al mercato del lavoro attraverso servizi pubblici legati alla formazione professionale, collocamento e impiego) sia l’azienda.

La direttiva europea 2000/78/CE, infatti, stabilisce l’obbligo da parte dei datori di lavoro di adottare i dovuti provvedimenti per accogliere i lavoratori con disabilità. Tra questo, rientra il rispetto del “sistema delle quote obbligatorie”, ovvero l’assunzione di una percentuale minima di persone con disabilità, in genere tra il 2 e il 7 per cento, che riguarda le aziende con almeno 20 dipendenti (ora ridotto a 15 con la legge n. 68/1999).

Il Disability Manager

Se a livello normativo ci sono tutti i presupposti per garantire la piena e pari partecipazione al mondo del lavoro, è necessario fornire agli attori coinvolti gli strumenti utili a perseguire questo obiettivo. Uno tra questi è sicuramente la figura del Disability Manager, professionista capace di creare le condizioni per facilitare l’inserimento della persona con disabilità all’interno del contesto lavorativo. Come? Lo spiega Rodolfo Dalla Mora, fondatore e presidente di SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) e AIDiMa (Associazione Italiana Disability Manager):

«Il Disability Manager ha il compito di individuare le criticità a livello di accessibilità, organizzazione e cultura per poi creare le condizioni ideali affinché la persona con disabilità possa essere una reale risorsa per l’azienda o la società».

Un lavoro complesso e multidisciplinare che necessita di una formazione dedicata e costante.

«Dodici anni fa SIDiMA ha istituito il primo corso di perfezionamento di 120 ore. Ora esiste un master di 1° e 2° livello che consente alle persone di sviluppare competenze trasversali da applicare poi al proprio ambito professionale. Il Disability Manager, infatti, più che una professione in sé è una competenza aggiuntiva che può integrare una professionalità preesistente: ad esempio, io sono un architetto e opero nell’ambito dell’accessibilità e inclusione in senso lato».

Gli ambiti d’azione

Questa figura quindi non dev’essere esclusivamente relegata all’ambito lavorativo ma è importante che espanda il suo raggio d’azione.

«È il concetto alla base del “Manifesto del Disability Manager” di SIDiMa in cui si spiega il ruolo cruciale nei diversi contesti come quello istituzionale, sanitario, aziendale, turistico, culturale e scolastico».

In tal senso, ad esempio, la Società Italiana Disability Manager ha stipulato protocolli d’intesa con l’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani) per l’introduzione di questa figura in qualità di facilitatore tra i diversi attori quali amministrazioni, comunità, enti e associazioni creando così una rete di supporto e le giuste condizioni di inclusione sul territorio.

Rodolfo Dalla Mora

Fondatore e presidente di SIDiMa e AIDiMa

Di professione architetto, nel 2010 diventa il primo Disability Manager della struttura sanitaria ORAS (Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione) di Motta di Livenza (Treviso), incaricato di trovare soluzioni per agevolare l’autonomia di ciascun paziente per il rientro a casa e il reinserimento nel mondo del lavoro dopo la riabilitazione. 

Nel 2019 diventa il primo Disability Manager del comune di Treviso, condividendo tale carica con quella già ricoperta presso un’unità locale socio sanitaria, ossia l’ULSS 2 della Marca Trevigiana. 

È anche autore di “Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la convenzione ONU”, il primo quaderno che dà avvio alla Collana “Per una Nuova Cultura della Disabilità”, che vuole essere uno strumento di lavoro di riferimento per professionisti, esperti nell’ambito del disability management.

Guarda la videointervista

 

www.sidima.it

www.aidima.it

L’INCLUSIONE LAVORATIVA IN ITALIA, I NUMERI

Secondo i dati raccolti nel 2021, l’Italia conta più di 12 milioni di persone con limitazioni nelle attività abitualmente svolte (21,4%), di cui il 5% con limitazioni gravi e il restante 16,4% con limitazioni non gravi, su un totale di circa 59 milioni di individui (Fonte: ISTAT, Disabilità in cifre, anno 2021).

Di questi, quanti hanno un’occupazione? Rispettivamente il 12% di coloro che ha una limitazione grave e il 28,9% di chi ha dichiarato una limitazione non grave. La situazione peggiora se si considera solo il pubblico femminile, poiché risulta occupato solo il 9,1% delle donne con disabilità gravi (contro il 16,1% degli uomini) e solo il 23,3 delle donne con disabilità non gravi contro il 36% degli uomini.

Se si considera l’ambito lavorativo, le persone con disabilità lavorano per lo più nel settore pubblico (49,7% degli occupati con limitazioni gravi rispetto al 41,3% delle persone senza limitazioni). Al secondo posto troviamo i servizi (in cui lavorano il 27% delle persone aventi limitazioni più o meno gravi, contro il 32,3% della popolazione senza limitazioni) e nei settori dell’industria e delle costruzioni (16,9% contro 21,5%). Per quanto riguarda il ruolo professionale, invece, in generale le persone con disabilità tendono a occupare livelli bassi/intermedi rispetto a ruoli dirigenziali o imprenditoriali.

Risulta invece più complesso ottenere dati consolidati rispetto ai livelli salariali percepiti dalle persone con disabilità, per i quali bisogna fare riferimento a dati su base europea dello scorso decennio.

In media, le persone con limitazioni gravi percepiscono nei paesi UE un salario lordo mensile di circa 1.300 euro, circa il 20% in meno rispetto alle persone senza limitazioni, mentre in presenza di limitazioni non gravi tale gap salariale si riduce al 15%.

Un divario che aumenta in base al genere (lo svantaggio tra persone con limitazioni gravi e senza limitazioni è del 12% tra gli uomini e 28% tra le donne) e che in generale è direttamente collegato alla disabilità, alla tipologia di occupazione e agli orari di lavoro, visto che in media le persone con limitazioni lavorano il 5% in meno rispetto agli altri lavoratori.

Recente pubblicazione dell’Organizzazione Internazionale del lavoro relativa al tema dell’integrazione dei lavoratori con disabilità in Italia

SIDiMa e AIDiMa

Le due associazioni fondate da Rodolfo Dalla Mora a distanza di pochi anni l’una dall’altra (SIDiMa nel 2011 e AIDiMa nel 2018) sono entrambe focalizzate sulla figura del Disability Manager ma hanno funzioni e modalità d’azione differenti tra loro.

L’obiettivo di SIDiMa è la ricerca e la promozione della Cultura del Disability Management nei contesti di riferimento quali le Istituzioni, la Sanità e le aziende, al fine di sensibilizzare e tutelare i diritti delle persone con disabilità e il rispetto della persona in ogni suo aspetto. Lo fa attraverso la stipulazione di accordi di intesa con i diversi organi istituzionali (amministrazioni comunali, università, associazioni) e la creazione di corsi di formazione nell’ambito del disability management.

AIDiMa è invece l’associazione che rappresenta e tutela i Disability Manager che operano nei diversi ambiti di riferimento, in possesso di competenze certificate secondo i criteri definiti da SIDiMa insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e che rientrano nell’Albo nazionale di riferimento.

L’intervista a

Rodolfo dalla Mora

Fondatore e presidente di SIDiMa e AIDiMa

Chi è e cosa fa un disability manager e quali sono i suoi ambiti di competenza?

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