Dieta low carb, si o no?

Dieta low carb, si o no?

Le diete low carb hanno sempre un gran successo sia mediatico, soprattutto in vista dell’estate, che nella popolazione generale poiché comportano un rapido dimagrimento e sono di facile attuazione. 

La caratteristica principale della dieta low carb è la restrizione dei carboidrati in tutte le loro forme, al di sotto del livello minimo raccomandato dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimenti dei Nutrienti), ossia il 45% delle calorie raccomandate, contro un aumento della quota proteica.

Un’efficacia solo apparente che in realtà nasconde alcuni rischi per la salute

  • la repentina perdita di peso è dovuta non alla perdita di massa grassa, ma alla perdita di liquidi e di massa muscolare, che invece è il tessuto metabolico attivo da preservare soprattutto nell’ottica di mantenere il peso perduto;
  • le proteine disperdono parte della loro energia come calore (in misura maggiore rispetto agli altri nutrienti) e hanno un elevato potere saziante. Una combo che comporta un dimagrimento rapido ma anche una bassa aderenza nel lungo termine, provocando l’effetto yo-yo;
  • la dieta low carb non assicura all’organismo il fabbisogno quotidiano di energia, né per un soggetto sedentario né tantomeno per chi pratica un’attività fisica a medio o alto livello. I carboidrati devono rappresentare la nostra principale fonte di energia.

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana un’alimentazione è equilibrata quando il 45-60 per cento delle calorie giornaliere proviene dai carboidrati, di cui solo il 10-15 per cento è costituito dai carboidrati semplici o zuccheri, che vengono assorbiti rapidamente.

Sono i carboidrati complessi, ricchi di amido, a fornire l’energia a lento rilascio che ci permette di affrontare le diverse attività di una giornata: studiare, leggere, camminare, svolgere le pulizie domestiche o un’attività sportiva. Tra gli alimenti ricchi di amido ci sono i cereali, le patate e i legumi. I carboidrati complessi però vanno abbinati a un volume circa equivalente di proteine, prediligendo quelle dei legumi o pesce, e a uno doppio di verdure per avere un pasto bilanciato.

Consumare contemporaneamente carboidrati complessi e semplici permette un rifornimento di energia costante e prolungato nel tempo. Si evitano così sbalzi nei livelli di zucchero nel sangue. 

Bisogna ridurre il più possibile il consumo di dolci e bevande zuccherate che hanno scarso valore nutrizionale e aumentano le calorie assunte e di conseguenza il rischio di diventare obesi.

Per chi desidera perdere peso il consiglio è quello di ridurre le porzioni, seguire lo schema alimentare di tipo mediterraneo e incrementare l’attività fisica, senza però rinunciare ad alcun nutriente.

Anna Menasci
Dietista, specializzata in nutrizione in malattie renali, dialisi e diabete 1-2. Eroga consulenze nutrizionali per patologie, per il dimagrimento e si occupa dell’educazione alimentare di bambini e donne in gravidanza. È Consigliere Commissione d’Albo Dietista Ordine TSRM PSTRP PI-LI-GR.

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