Intervista a Francesco Albanese

Intervista a Francesco Albanese

1. Partiamo dall’inizio: come sei entrato nel team Wimed?

Lavoro in questo settore dal 2006 come agente plurimandatario, ma ancora non mi ero avvicinato al mercato degli ausili. Sono stato contattato direttamente da Wimed nel 2014 occasione del pensionamento di un agente storico che aveva in gestione la mia stessa area (n.d.r. province di Milano, Pavia e Lodi, Varese e Monza Brianza.)

 

2. Cosa ti ha spinto ad iniziare questa nuova attività?

Sono una persona molto precisa e aspiro a offrire ai miei clienti un ventaglio di prodotti e servizi il più ampio possibile. Quando è arrivata l’offerta di Wimed, rappresentavo già aziende di calze, tutori e calzature: sono stato felice di accettare la proposta dell’azienda anche per un nuovo percorso di mio apprendimento personale.

 

3. Quali sono i punti di forza di Wimed sul mercato?

Il principale punto di forza di Wimed è sicuramente il prodotto: oltre a offrire una qualità di articoli superiore, anche l’ampiezza del catalogo è un fattore chiave per presentare ai clienti una vasta gamma di scelta e personalizzazione secondo le proprie esigenze.

4. Quali sono gli aspetti che apprezzi di più del tuo lavoro di agente?

Apprezzo molto il lato sociale del mio lavoro, quindi il contatto con i clienti e il fatto che molti di loro, a valle di molti anni di collaborazione, siano anche diventati degli amici.
Si tratta, inoltre, di un mestiere non routinario che comprende anche il dover percorrere molti km in auto: per me questo è sicuramente un valore aggiunto, dato che adoro guidare!

5. Cosa fa, secondo te, la differenza nel lavoro di un agente?

Penso che la qualità del servizio che offre l’agente stia alla base di questo lavoro: disponibilità, immediatezza nelle risposte e costante supporto al cliente.
La “bravura” di un agente si riconosce nella sua capacità di vivere quotidianamente i clienti, imparando a conoscerli come persone e non solo come acquirenti.
Un valore aggiunto, su cui personalmente ho investito, è la competenza e conoscenza dei prodotti, ovvero saper spiegare al cliente e motivare quello che stai vendendo. E poi, per me, la passione e il piacere di fare questo lavoro.

6. Come mai hai scelto il mercato degli ausili?

Nel corso della mia carriera, ho imparato ad essere molto flessibile, ovvero riesco ad adattarmi facilmente al mercato in cui mi inserisco, imparandone in breve tempo le dinamiche e le caratteristiche. Con gli ausili, è stata la stessa cosa: in più mi piace sapere che, quello che sto vendendo, darà effettivamente dei benefici tangibili all’utente finale, migliorandone la qualità della vita.

7. Come vedi il mercato degli ausili nei prossimi anni?

L’Italia è il secondo paese al mondo per longevità (n.d.r. dopo il Giappone), quindi il mercato è necessariamente in crescita.
Quello che sta cambiando è l’affermarsi della digitalizzazione nella ricerca del prodotto: non è più l’utente finale che si cerca il prodotto, ma sono i parenti/figli/nipoti che lo acquistano per chi ne ha bisogno, ma di per sé rimane comunque un settore molto di nicchia che avrebbe bisogno di essere comunicato meglio.
A tal proposito, sarebbe ideale riuscire a sensibilizzare maggiormente il pubblico sull’esistenza e sull’effettiva funzione delle ortopedie, che attualmente rimangono ancora poco note e mentalmente associate a un bisogno traumatologico, rispetto che alla salute generale degli utenti.

8. Qual è il tuo rapporto con i clienti?

Il mio rapporto con i clienti si evolve in maniera molto spontanea e naturale: ci tengo sempre a mantenere un alto livello di professionalità, ma in molti casi sono diventato anche amico dei miei clienti e ciò ha sicuramente influito in maniera positiva sul mio lavoro.

Francesco Albanese

Come ti descriveresti?

Meticoloso, devoto al lavoro, intraprendente, professionale ed…esigente (anche se, il termine più corretto sarebbe rompiscatole!)

COSA TI PIACE DI PIÙ DELLA TUA REGIONE?

Risponderò a questa domanda al contrario, ovvero cosa NON mi piace della mia regione: senza ombra di dubbio il traffico!!
A livello privato, mi piace tutto, ma professionalmente parlando il traffico influisce davvero molto sulla performance e sul numero di visite giornaliero che riesco a fare ai clienti.
Ciò che apprezzo particolarmente di Milano è l’innovazione e il fatto che sia molto stimolante dal punto di vista lavorativo.

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