ALIMENTAZIONE E TERZA ETÀ, IL VADEMECUM

La guida per i caregiver familiari pensata per aiutarli a prendersi cura del proprio caro, a tavola

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ALIMENTAZIONE E TERZA ETÀ, IL VADEMECUM

La guida per i caregiver familiari pensata per aiutarli a prendersi cura del proprio caro, a tavola

Seguire un’alimentazione varia, equilibrata e che tenga conto dei cambiamenti fisiologici che si verificano in età avanzata, quali rallentamento del metabolismo basale, stile di vita più sedentario e riduzione del fabbisogno energetico, è indispensabile per mantenere un buono stato di salute.  

Spesso l’anziano non si nutre in modo adeguato perché da un lato tende a seguire una dieta monotona e scarna che, se prolungata nel tempo, può causare notevoli squilibri e carenze per l’organismo 

D’altro canto, con il passare degli anni subentrano dei fattori che influiscono negativamente sul modo di alimentarsi:

  • la solitudine, che toglie quel senso di convivialità che caratterizza i pranzi e cene di molti italiani;
  • una disabilità fisica, che può ridurre o impedire all’anziano di fare la spesa o preparare da mangiare;
  • l’assunzione di farmaci, che influiscono sull’appetito;
  • la dentizione compromessa (o edentulia);
  • la disfagia;
  • il rifiuto circa la preparazione o assunzione di de terminati alimenti.

Per tutte queste ragioni è importante fornire ai caregiver familiari, ovvero a coloro che si prendono cura di un proprio caro, delle linee guida da seguire per garantire un’adeguata nutrizione dell’anziano.

Come prima cosa, è importante seguire un’alimentazione frazionata in più pasti, in modo tale da non appesantire e allo stesso tempo garantire i fabbisogni nutrizionali, sempre nel rispetto della Dieta Mediterranea.

Per stimolare l’appetito e variare l’alimentazione, invece, basta seguire la stagionalità dei prodotti e rendere le pietanze appetibili. A tal fine il caregiver potrebbe pianificare, in accordo con la persona, un menù settimanale in modo da dare varietà e stimolo anche alla preparazione del pasto oppure, quando possibile, coinvolgerla nella spesa così da farla uscire, socializzare e sperimentare cibi tipici del territorio.  

Altro aspetto da non sottovalutare è dare un timing all’alimentazione: spesso, soprattutto le persone che vivono da sole, tendono a saltare i pasti, o a consumarli in modo inadeguato, per mancanza di voglia di preparare gli alimenti (una delle cene più comuni e più scorrette da un punto di vista metabolico è caffè latte con biscotti). Organizzare pranzi e cene in compagnia, insieme alla famiglia o con gli amici, è un toccasana per l’anziano a livello fisico e psicologico.

Attenzione anche alla disidratazione, molto comune tra le persone anziane: al fine di garantire l’apporto idrico adeguato, distribuire nell’arco della giornata 8 bicchieri di acqua (insaporita anche con infusi e tisane), magari aggiungendo un bicchiere in più ogni volta che si deve assumere un farmaco.  

Anna Menasci
Dietista, specializzata in nutrizione nelle malattie renali, dialisi e diabete 1-2. Eroga consulenze nutrizionali per il dimagrimento e si occupa dell’educazione alimentare di bambini e donne in gravidanza. È Consigliere Commissione d’Albo Dietista Ordine TSRM PSTRP PI-LI-GR.

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