Consigli alimentari per chi ha difficoltà motorie

Come alimentarsi quando si ha difficoltà di movimento, a causa di una disabilità motoria o patologie chirurgiche

Consigli alimentari per chi ha difficoltà motorie

Come alimentarsi quando si ha difficoltà di movimento, a causa di una disabilità motoria o patologie chirurgiche

Quando si ha una condizione di difficoltà motorie causata da una disabilità o da una situazione di ospedalizzazione il fabbisogno calorico individuale cambia. In questo contesto, però, è importante tenere conto anche del nostro fabbisogno energetico che è determinato dal metabolismo basale, ossia la somma tra:

  • la quantità di calorie richieste dall’organismo per mantenere le funzioni fisiologiche vitali (quali circolazione sanguigna, respirazione, attività nervosa, attività metabolica, attività ghiandolare e mantenimento della temperatura corporea);
  • il dispendio calorico necessario per l’attività fisica (solitamente espresso con il coefficiente di attività fisica LAF o con Metabbolic Equivalent of Task MET).

1.  IN CHE MODO L’ALIMENTAZIONE INCIDE IN CASO DI DIFFICOLTÀ MOTORIE?

La sedentarietà comporta una riduzione del fabbisogno energetico, ma traumi (tra cui rientrano anche le persone con disabilità motorie), ustioni, ulcere e malattie oncologiche fanno sì che il fabbisogno calorico (soprattutto di alcuni nutrienti) aumenti a causa dello stato patologico-infiammatorio in cui si trova l’organismo.

Allo stesso tempo, però, è frequente rilevare una perdita dell’appetito, o nei casi più gravi anche il rifiuto del cibo (anoressia), e una riduzione del consumo di acqua, fino ad arrivare alla malnutrizione per difetto e disidratazione.

Di contro ci sono condizioni di sovrappeso e obesità che associate alla sedentarietà possono assolutamente peggiorare.

2.  QUALI SONO LE SCELTE DA FARE PER TUTELARE LA PROPRIA SALUTE?

La prima raccomandazione è di non seguire una dieta troppo restrittiva, perché un drastico calo di peso provoca una diminuzione di grasso ma soprattutto di muscolo (sarcopenia), il tessuto metabolicamente attivo che ci consente meccanicamente di svolgere le attività basilari. Un aspetto che deve essere preso in considerazione soprattutto dalle persone anziane per non incorrere anche al peggioramento della disabilità.

La prevenzione della malnutrizione per difetto o per eccesso parte da semplici abitudini alimentari come:

  • rispettare sempre gli orari dei pasti, senza mai saltarli;
  • variare l’alimentazione seguendo le indicazioni del piatto del mangiare sano;
  • idratarsi nel modo corretto non solo con l’acqua ma anche con the, infusi o spremute di frutta fresca.

In caso di malnutrizione per difetto, però, il consiglio è sperimentare nuove ricette, realizzare piatti unici con tutti i macronutrienti e dilazionare i pasti durante la giornata prevedendo degli spuntini; capita anche di dover ricorrere a integratori alimentari ipercalorici e bilanciati in nutrienti (sotto indicazione medica). 

Per chi è in sovrappeso, invece, è importante fare una spesa ben ponderata, evitare pasti copiosi e prevedere degli spuntini a base di yogurt, frutta fresca o secca, ovvero alimenti a bassa densità calorica, per non arrivare troppo affamati al pasto successivo.

Anna Menasci
Dietista, specializzata in nutrizione in malattie renali, dialisi e diabete 1-2. Eroga consulenze nutrizionali per patologie, per il dimagrimento e si occupa dell’educazione alimentare di bambini e donne in gravidanza. È Consigliere Commissione d’Albo Dietista Ordine TSRM PSTRP PI-LI-GR.

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