L’amore è tutta questione di cervello

Il cervello è l’organo associato all’amore, più del cuore

L’amore è tutta questione di cervello

Il cervello è l’organo associato all’amore, più del cuore

WimedYou ha già affrontato sotto diversi punti di vista il tema dell’amore, soffermandosi su come viene percepito in terza età e in caso di disabilità. In vista di San Valentino, la neuropsicologia ci spiega ciò che accade quando tra tachicardia, vampate di calore, mani che sudano, euforia, bocca secca, fatica nell’esprimersi ci stiamo innamorando. Gli studi clinici attestano che la vera sede di questi fenomeni non è il cuore, bensì il cervello.

I neurotrasmettitori dell’amore: la dopamina e la serotonina

Nel momento dell’innamoramento ognuno di noi è più felice, sorridente e ottimista, un tripudio di energie positive. Tutto questo avviene grazie all’attivazione di particolari circuiti cerebrali della ricompensa e alla diminuzione dell’attività delle aree legate al giudizio critico e a quello negativo.

Nello specifico, durante un coinvolgimento emotivo particolarmente intenso si verifica:

  • un rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore rilasciato dall’ipotalamo, associato al desiderio, alla ricompensa e agli stati euforici;
  • una diminuzione della serotonina legata alla regolazione dell’umore, perciò il pericolo è passare da uno stato di euforia a uno stato di ansia e tristezza, nel caso di abbandono;
  • la produzione di adrenalina, la responsabile della sensazione definita comunemente di “farfalle nello stomaco”;
  • un aumento della produzione di ossitocina e vasopressina, due ormoni in grado di stimolare sentimenti di tenerezza e calore, svolgere un ruolo nel mantenimento di legami a lungo termine e aumentare la produzione di endorfine, favorendo così la sensazione di benessere, appagamento e fiducia.

L’uomo e la donna si innamorano diversamente

Studi specifici dimostrano differenze di genere nella fase dell’innamoramento:

  • le donne mostrano una maggiore attività nelle regioni associate ad attenzione, emozioni e memoria;
  • gli uomini rispecchiano una maggiore attività nelle aree associate alla visione dei bei volti, segnali di giovinezza e bellezza.

Vi sono poi delle differenze sulle strategie messe in atto per far fronte alle situazioni stressanti presenti nelle prime fasi dell’innamoramento, mentre nelle successive fasi, le differenze sembrano meno presenti anche grazie alla riduzione dei livelli di stress.

Sia negli uomini che nelle donne, i comportamenti e le azioni sono il risultato di fattori biologico-genetici, culturali e familiari, perciò anche l’innamoramento si caratterizza in maniera diversa per ogni individuo.

L’essere umano non può resistere all’amore

L’amore, quando è ricambiato, fa sì che ognuno di noi sia una persona piena di energie e capace di ridurre i propri livelli di stress e ansia. Anche se l’amore si rivela un sentimento che impiega una quantità considerevole di energie, è un sentimento incondizionato al quale è difficile rinunciare.

Siccome l’ossitocina e la vasopressina possono, a lungo andare, non apportare più la stessa spinta, è fondamentale impegnarsi con volontà e lavoro di squadra per mantenere l’amore durevole nel tempo.

Lo sanno bene i lettori di WimedYou, che in molti casi vivono una relazione di lunga data, che quindi deve trovare sempre nuovi spunti e motivi per rinnovarsi, ma lo devono ricordare altrettanto bene coloro che si apprestano a vivere un nuovo amore: la spinta e l’energia che derivano dall’innamoramento sono il motore primario, ma la costanza e l’attenzione all’altro e alla salute della coppia sono una garanzia di passione duratura.

Adele Fabrizi

Psicologa e Psicoterapeuta, da circa 30 anni si occupa di sessuologia come didatta e supervisore della Scuola di Formazione in Sessuologia Clinica dell’ISC (Istituto di Sessuologia Clinica). Membro del Comitato Direttivo della FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica). Autrice di molti contributi scientifici nell’area della sessuologia, pubblicati in volumi e su riviste scientifiche italiane e internazionali.

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