Rapporto di coppia in terza età

Come gestire l’amore: dal rapporto duraturo, alla perdita del partner fino alla nuova relazione

Rapporto di coppia in terza età

Come gestire l’amore: dal rapporto duraturo, alla perdita del partner fino alla nuova relazione

Alla base di ogni rapporto di coppia esistono delle componenti essenziali che servono a mantenere viva una storia d’amore nel tempo, a qualsiasi età. Sì, perché anche le coppie in terza età possono concedersi gli stessi piaceri e desiderare le stesse attenzioni dei più giovani. L’importante è farlo a piccole dosi e con la consapevolezza dei rispettivi limiti.

L’avanzare dell’età quindi non deve impedire alle persone di prendersi cura di sé, attraverso una buona alimentazione o il vestiario, e dell’altra persona. È importante trovare sempre degli spazi per la coppia, rinnovarsi insieme con nuovi progetti ed esperienze, sorprendersi reciprocamente e non rinunciare all’intimità e alla sessualità.

Ecco un esempio concreto: quando la coppia di anziani organizza gite fuori porta o cene romantiche deve assicurarsi di non essere disturbata e quindi avvisare per tempo i figli di non poter badare ai nipoti.

Un aspetto che sicuramente accomuna le relazioni in terza età è la durata: spesso le due persone si sono conosciute in adolescenza e hanno trascorso tutta la vita insieme. Per questo, diventa ancora più difficile affrontare l’eventuale perdita del partner, che va gestita dal punto di vista emotivo e pratico.

Negli anni ’70 la psichiatra Elisabeth Kübler-Ross ha identificato cinque fasi dell’elaborazione del lutto:

  1. negazione: la persona non accetta la perdita del partner e continua a comportarsi come se fosse ancora presente (ad esempio apparecchia per due a tavola);
  2. rabbia: sfoga il suo sentimento verso l’ambiente esterno o contro sé stesso, incolpandosi di ciò che è successo;
  3. patteggiamento: è la fase in cui la persona viene travolta dai sensi di colpa;
  4. depressione: a questo punto la persona si rende conto che l’altra non c’è più e quindi subentra uno scoramento personale;
  5. accettazione: l’ultima fase prevede la metabolizzazione del lutto e si raggiunge normalmente dopo un anno dalla perdita negli adulti e dopo sei mesi nei minori.

Per affrontare e superare ci si può aiutare anche con qualche esercizio semplice ma efficace in cui spesso è prevista la scrittura: questa può essere usata come vera e propria valvola di sfogo per la rabbia o per esternare sensi di colpa e rimorsi fino a quando non ci si sente “sazi”.

L’accettazione del lutto è fondamentale per poter proseguire la propria vita, senza sentirsi in difetto a coltivare nuovi interessi e, perché no, nuovi amori. Sarò in grado di poter amare ancora? È la classica domanda che si pone una persona over 65 di fronte alla possibilità di una nuova relazione.

All’impedimento di natura emotiva, però, si somma quello fisico, legato alla sfera sessuale o a circostanze esterne. La famiglia, ad esempio, spesso si intromette per paura che il proprio familiare possa soffrire o per timore di perdere la figura che si prende cura dei nipoti.

Superando questi aspetti, come aprirsi a una nuova storia d’amore? Sicuramente bisogna:

  • avere una buona apertura emozionale;
  • vivere la sessualità senza imbarazzi e consapevoli della propria età e fisicità, cercando comunque il piacere;
  • sfruttare la propria esperienza di vita per limitare le conflittualità emotive, come la possessività o la gelosia, che nuocciono al rapporto di coppia.
fabio de santis

Fabio De Santis
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma, esperto in psiconcologia e in psicologia dell’invecchiamento, iscritto
all’Albo degli Psicologi del Lazio n.18035.
Autore del canale Youtube “Vivi meglio con la psicologia” e
coautore del libro “L’Arte e la Scienza dell’autostima” (Autoedizione, 2020, pag. 81 – 17,65€).

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