L’importanza del caregiver familiare

Perché la figura che “si prende cura” di un’altra persona in famiglia assume una rilevanza giuridico-sociale

L’importanza del caregiver familiare

Perché la figura che “si prende cura” di un’altra persona in famiglia assume una rilevanza giuridico-sociale

In Italia si contano tra i 7-8 milioni di caregiver familiari, di cui circa 2,5 milioni hanno un impegno di cura che supera le 20 ore settimanali. Questi numeri sono risultato di un range tra due ricerche di scopo diverse tra loro, entrambe di taglio europeo, realizzate per l’Italia dall’Istat. Riescono a dare un’idea della situazione attuale ma sono destinati ad aumentare sempre di più. Perché? 

Da un lato, il motivo è legato a un generale miglioramento delle aspettative di vita della popolazione e a un incremento del bisogno di cura connesso all’aumento di patologie cronico degenerative. 

A questo, si aggiunge anche il fenomeno dei nuclei familiari sempre più ridotti in termini di dimensioni e il cambiamento degli stili di vita. 

Da ciò ne consegue che la ripartizione dei compiti di cura, propria della composizione familiare allargata, viene a mancare e subentra un sovraccarico di impegni e responsabilità concentrati perlopiù su un unico soggetto, prevalentemente di genere femminile.

Questa persona deve quindi stravolgere i progetti di vita per poter far fronte alle necessità di cura di un proprio caro per tutta la vita (nel caso di genitori che assistono figli con patologie/disabilità congenite) o per periodi molto lunghi (tra i 10 e i 12 anni per chi assiste familiari affetti da patologie cronico-degenerative). In aggiunta, va incontro a situazioni di stress cronico, burn out di impoverimento, data la difficoltà a far conciliare lavoro e cura.

Il peso delle cure familiari è ben noto alle famiglie. Solo in anni recenti, però, policy maker e governi stanno riconoscendo rilevanza giuridica e sociale a chi, nel lungo periodo, si prende cura di un proprio caro disabile o non autosufficiente. 

Tale riconoscimento ha avuto inizio in Italia con la legge della Regione Emilia Romagna n.2/2014 poi seguita da altre Regioni e perviene a una definizione nazionale con la legge 27 dicembre 2017, n. 205 che all’art. 1 comma 255 definisce la figura del caregiver familiare e gli specifici elementi identificativi, come il grado di parentela e le condizioni di salute della persona assistita.

Si tratta di un passo in avanti che consente al soggetto che presta cure ad un familiare di avere accesso ad interventi di sostegno. Il comma 254 art. 1 della stessa legge n.205/2017 ha ad esempio istituito un fondo nazionale per interventi a sostegno del caregiver familiare. 

Questo, però, non basta. Sono necessarie norme organiche nazionali, che definiscano i diritti di chi si prende cura. A livello regionale, invece, devono essere messe in campo azioni concrete di sostegno ai familiari che si prendono cura.

Loredana Ligabue
Laureata in Scienze Politiche all’Università di Bologna, è esperta in sviluppo locale, economia sociale, welfare assistenziale. È Consigliere e segretaria della Associazione CARER (Caregiver Familiari dell’Emilia Romagna), ed è stata presidente e direttore della cooperativa sociale Anziani e non solo.

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