Movi per l’Ucraina

Il sostegno offerto dall’azienda e dai suoi dipendenti per il progetto “Insieme per l’Ucraina” della Fondazione Italiana Diabete

Insieme per l’Ucraina

Il sostegno offerto dall’azienda e dai suoi dipendenti per il progetto “Insieme per l’Ucraina” della Fondazione Italiana Diabete

Lo scoppio del conflitto e il continuo intensificarsi dell’emergenza umanitaria in Ucraina ha portato tante organizzazioni a mobilitarsi per offrire il loro sostegno e rispondere alle numerose urgenze e bisogni della popolazione.

Tra queste rientra anche la Fondazione Italiana Diabete (FID), la onlus nata nel 2009 per finanziare la ricerca sull’identificazione di una cura per il diabete mellito di tipo 1, una malattia autoimmune, la cui causa è solo parzialmente conosciuta e che non si può né prevenire né curare.
Nicola Zeni, presidente FID, spiega a WimedYou:

«Fin dagli inizi del conflitto ci siamo rivolti alle principali associazioni internazionali per capire quali fossero le reali condizioni delle persone con diabete di tipo 1; visti però gli avvenimenti che si sono susseguiti abbiamo capito che quelle persone avevano bisogno di un aiuto concreto e per questo abbiamo pensato al progetto “Insieme per l’Ucraina”».

Il progetto

Fornire gli strumenti indispensabili per garantire la sopravvivenza delle persone che soffrono di diabete di tipo 1, ovvero l’insulina e i supporti per misurare la glicemia. Questa è la mission di “Insieme per l’Ucraina” che ha visto fin da subito la partecipazione di tutta la comunità legata alla Fondazione e dei loro volontari che hanno contribuito alla raccolta dei fondi per l’acquisto dell’insulina e dei materiali necessari. Alessia Fugazzola, vicepresidente FID, afferma:

«Al momento abbiamo spedito 4 tonnellate di materiali e 1000 scatole di insulina ma abbiamo già in previsione una seconda spedizione con 500 scatole di insulina e altro materiale; il nostro obiettivo è continuare a organizzare spedizioni fino alla fine di questa situazione emergenziale».

Questi sono i risultati ottenuti in così poco tempo grazie anche alla collaborazione con la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia, che aiuta bambini e adolescenti in condizioni di disagio, le donne fragili in Italia, ad Haiti e nel mondo, l’Associazione Italia-Ucraina Maidan, che da molti anni aiuta la popolazione Ucraina dall’Italia, la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile di Cerro Maggiore, Rescaldina, San Vittore Olona.

Un insieme di attori che dall’Italia coordina i lavori con enti locali come la Croce Rossa Ucraina e Polacca e la Caritas Polacca, per garantire la buona riuscita della spedizione.
A tal proposito, Francesca Ulivi, direttore generale FID racconta:

«È noto che l’insulina sia un bene prezioso, per questo la nostra principale preoccupazione era assicurarsi che arrivasse in quei luoghi dove effettivamente serviva; altro aspetto fondamentale era avere a disposizione i mezzi refrigerati per conservare il prodotto e per questo dobbiamo ringraziare anche il cantante Fedez, perché abbiamo utilizzato proprio il mezzo che lui ha donato a Croce Rossa Italiana».

Il ruolo di Movi

In questo contesto, il gruppo Movi Spa, di cui la divisione Wimed fa parte, ha voluto dare il suo contributo all’iniziativa donando un totale di 5.000 euro.

«Movi ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto – commenta Nicola Zeni – perché con la sua donazione abbiamo potuto incrementare l’acquisto di insulina da spedire, che si aggiunge all’insulina donata dalle persone con diabete di tipo 1 che non potevano più usare visto il cambio del piano terapeutico. La cosa più bella del suo contributo, però, è che tutto sia partito dagli stessi dipendenti, i quali hanno donato di comune accordo una somma di denaro che successivamente l’azienda ha voluto raddoppiare».

L’azione di Movi rispecchia molto il tipo di approccio della Fondazione Italiana Diabete, che solitamente moltiplica gli importi donati da associazioni o aziende terze che vogliono sostenere uno dei progetti di ricerca da finanziare, precedentemente vagliato dal comitato scientifico di FID.

I prossimi passi

«Il nostro impegno nei confronti della popolazione ucraina sicuramente continuerà – svela Alessia Fugazzola – e stiamo già pensando a nuovi modi per aiutare anche chi arriva in Italia, come ad esempio garantire un servizio di traduzione per chi non conosce la nostra lingua. Si tratta di un’attività diversa dal nostro solito, ma pensiamo sia molto utile soprattutto in ambienti ospedalieri, punti di riferimento per chi soffre di diabete di tipo 1».

MOVI PER L’UCRAINA

PER TROVARE IL PUNTO DI RACCOLTA E I REFERENTI PIÙ VICINI:

https://fondazionediabete.org/insieme-per-lucraina/

L’intervista a

Fondazione Italiana Diabete

Il racconto del progetto “Insieme per l’Ucraina” e del ruolo di Movi e dei suoi dipendenti

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