
“Quanti anni dimostro?” Rispondere a questa domanda non è mai semplice, indipendentemente dall’età effettiva. Se prima però il parere delle persone si è sempre limitato all’aspetto estetico, per lo più del viso, ora si è scoperto che la risposta a questa domanda può anche essere un segno rivelatore di buona salute.
La ricerca condotta dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Rotterdam ha dimostrato come l’età presunta possa essere un indizio diagnostico. L’aspetto esteriore, infatti, riflette lo stato di invecchiamento interno: se si sembra più giovani, è fortemente probabile che gli organi siano in salute; dimostrare più anni, invece, è considerato un fattore di rischio per diverse patologie tipiche della terza età.
Nel corso della ricerca, infatti, le persone che dimostrano cinque anni in meno rispetto alla loro età effettiva hanno ottenuto:
Come si è svolta la ricerca?
Il team di ricercatori si è avvalso dell’aiuto di un gruppo indipendente di 27 valutatori per stimare l’età di un campione di 2679 uomini e donne di età compresa tra i 51 e gli 88 anni, a partire dai loro ritratti. Tutti i partecipanti, le cui foto sono state scattate durante una visita dermatologica presso il centro medico di Rotterdam, non potevano indossare gioielli e nemmeno mettere creme o truccarsi.
A quel punto gli studiosi hanno analizzato la differenza tra l’età stimata e quella reale per verificare l’associazione con varie condizioni legate all’età.
Il viso, quindi, dovrebbe riflettere la salute fisica e cognitiva di una persona e potrebbe essere usato come un ulteriore marcatore clinico durante la valutazione fisica, in terza età ma non solo. Un ultimo aspetto importante rilevato da questa ricerca è che il legame età percepita-stato di salute non dipende tanto dallo stile di vita della persona, ma dal sistema biologico.
Nota bene: si tratta di uno studio osservazionale, quindi non spiega nel dettaglio le ragioni alla base di questa scoperta. Servono nuove ricerche quindi per capirne i motivi.
Nel frattempo però è consigliabile seguire una serie di buone abitudini che aiutano a mantenersi in salute, condizione che si riflette di conseguenza anche sulla pelle e sull’aspetto esteriore:

Psicologa e Psicoterapeuta, da circa 30 anni si occupa di sessuologia come didatta e supervisore della Scuola di Formazione in Sessuologia Clinica dell’ISC (Istituto di Sessuologia Clinica). Membro del Comitato Direttivo della FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica). Autrice di molti contributi scientifici nell’area della sessuologia, pubblicati in volumi e su riviste scientifiche italiane e internazionali.