
Esiste un collegamento tra la solitudine e alcune tra le più comuni patologie in età avanzata come la depressione, il declino cognitivo e la demenza senile. Lo evidenzia un recente studio condotto su oltre 600mila persone in tutto il mondo, pubblicato sulla rivista Nature Mental Health.
Lo studio indica la solitudine come fattore di rischio per lo sviluppo di demenza senile, una patologia che colpisce quasi 8 milioni di persone solo nell’Unione Europea e che si manifesta nel tempo attraverso un naturale declino cognitivo. I primi sintomi possono essere problemi di memoria, difficoltà nella gestione delle attività quotidiane, disorientamento spazio temporale o problemi nell’articolare le parole.
Maggiore rischio di infarto
Un altro studio pubblicato su Psychosomatic Medicine ha coinvolto alcuni pazienti anziani ospedalizzati con insufficienza cardiaca e ha evidenziato come, una volta dimessi, chi viveva più lontano dalla famiglia, dagli amici o da altri affetti avesse probabilità due volte maggiori di avere ricadute e di morire di infarto nei due anni successivi rispetto a chi recuperava la vita sociale che aveva prima della malattia.
Quando la solitudine diventa emarginazione
È quindi possibile che la solitudine abbia queste ripercussioni sulla salute di una persona? Lo stesso Istituto Superiore di Sanità specifica che di per sé la solitudine non genera effetti negativi sulla salute, ma può essere determinante nel momento in cui la solitudine è percepita con angoscia e tristezza. Spesso questa condizione è vissuta proprio dalle persone anziane che iniziano a non sentirsi più parte di una rete sociale, emarginate e sole per gran parte della giornata, se non quotidianamente.
Stress e patologie
Vissuta così la solitudine può portare all’innalzamento del cortisolo, l’ormone dello stress, che alla lunga può provocare uno stato di infiammazione dell’organismo e causare la comparsa di malattie come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione.
Le persone sole sono più predisposte a contrarre patologie dal momento che l’aumento del cortisolo può arrivare ad alterare la distribuzione e la funzione dei globuli bianchi nell’organismo, abbassando quindi le difese immunitarie. Si parla quindi di un maggior rischio di infiammazioni croniche, ma in alcuni casi anche di patologie più gravi come artrite reumatoide, Alzheimer e alcuni tipi di cancro.
Come contrastare la solitudine
La solitudine andrebbe contrastata cercando innanzitutto il sostegno della famiglia e degli amici o, più in generale, cercando il supporto sociale anche al di fuori di questi ambiti partecipando ad attività ricreative. Anche creare delle buone abitudini come la pratica di una moderata attività fisica o il dedicarsi a un hobby che appassioni, può aiutare una persona a sentirsi più appagata. Se la solitudine dovesse diventare uno stato emotivo estremamente nocivo per il proprio benessere, potrebbe essere consigliabile rivolgersi a uno psicologo che possa fornire un valido sostegno professionale.