Tra amore e abbandono, nel mondo dei caregiver

Dalla legge 104 al Bonus 2025, gli aiuti per chi si prende cura di un familiare

Tra amore e abbandono, nel mondo dei caregiver

Dalla legge 104 al Bonus 2025, gli aiuti per chi si prende cura di un familiare

Il censimento più recente, relativo ai caregiver familiari, è stato fatto nell’ambito della ricerca Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione Europea” del 2019 e, numeri alla mano, risulta che in Italia i caregiver siano poco più di 7 milioni e, in 6 casi su 10, sono donne.

Una situazione complessa perché chi si trova, più o meno all’improvviso, ad essere un caregiver – figura ancora oggi non riconosciuta giuridicamente, senza alcuna tutela  né sociale né economica -, viene quasi sempre abbandonato a sé stesso, senza ricevere una formazione specifica per il ruolo che si trova ad esercitare.

Il ruolo del caregiver, infatti, viene dato per scontato: una volta dimessa la persona che necessita di cure, il caregiver si trova una responsabilità enorme sulle spalle, laddove c’è un vuoto informativo e formativo. La prima incombenza che ricade sul caregiver, infatti, è quella di confrontarsi con la burocrazia per attivare  i servizi sanitari e sociosanitari offerti dalla ASL e dal comune di residenza, che di norma sono rivolti a tutte le persone, le cui condizioni fisiche e psichiche non permettono l’accesso diretto ai servizi presenti sul territorio.

Vediamo di capire quali sono i primi passi per muoversi nell’iter burocratico di Asl, patronati e strutture sanitarie.

Assistenza domiciliare

Il primo iter da affrontare è quello relativo all’assistenza domiciliare, servizio gratuito erogato dal Sistema Sanitario Nazionale, che prevede servizi e interventi a domicilio svolti da professionisti sanitari come medici, infermieri e fisioterapisti. Per attivare l’assistenza domiciliare occorre rivolgersi al medico di base, che avvierà la richiesta di invalidità all’INPS ed eventualmente anche la richiesta di accompagnamento, che permette all’assistito un riconoscimento economico per far fronte ai suoi bisogni assistenziali. 

Secondo la procedura INPS la domanda di invalidità, redatta dal medico di famiglia, viene trasmessa telematicamente all’INPS tramite il patronato che rilascia un attestato di trasmissione della domanda con un numero di protocollo. Nel giro di qualche mese l’INPS chiede al richiedente di sottoporsi ad una visita eseguita da una commissione medica, per accertare le condizioni fisiche e/o psichiche per il riconoscimento dell’invalidità civile, ed eventualmente per il riconoscimento dell’accompagnamento. Al termine di questa procedura, l’INPS emette un certificato di invalidità.

Di norma l’ASL di appartenenza prevede anche un’assistenza domiciliare a supporto dell’intervento del medico di famiglia, per intervenire in caso di: medicazione di piaghe da decubito, sostituzione catetere, medicazione PEG, fisioterapia, aiuto nell’igiene e gestione pazienti allettati. 

L’ASL può fornire anche eventuali ausili e presidi come: letti ortopedici, carrozzine, materassi antidecubito, sollevatori,  traverse, cateteri, presidi per alimentazione PEG etc. senza alcun costo. In questo caso è necessario avere la prescrizione compilata dal medico specialista dell’ASL e una fotocopia del verbale di invalidità.

Legge 104

In ambito giuridico è da sapere che, a tutela del caregiver, esiste anche una legge (Legge 104/92) che garantisce tre giornate di permessi retribuiti al mese a chi deve assistere dei familiari malati. Tale normativa riconosce anche, ma solo per i casi più gravi, la possibilità di ottenere dei congedi straordinari fino a due anni.

Bonus caregiver

Nel 2025 è stato poi rifinanziato il Bonus caregiver, una misura di sostegno gestita da Regioni ed Enti locali, che ha come obiettivo principale quello di fornire aiuto economico ai familiari che si dedicano all’assistenza di anziani, malati e disabili. Per richiedere tale bonus bisogna dimostrare di essere un caregiver, pertanto, seguendo le indicazioni riportate sul bando relativo della Regione o del Comune, occorre che il legame di parentela con la persona assistita sia certificato (coniuge o partner di un’unione civile, parente di primo o secondo grado, parente di terzo grado solo se mancano parenti di grado superiore); occorre dichiarare il tipo di assistenza fornita e le condizioni di salute dell’assistito (tramite INPS). Per fare domanda e ottenere il Bonus caregiver nel 2025, occorre attendere la pubblicazione del bando da parte del Comune o della Regione di appartenenza.

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