Il linguaggio universale dell’arte come strumento di rinascita

L’arte ha da sempre la capacità di superare barriere, limiti e definizioni e, come spiegava Maria Montessori: “Il lavoro creativo, nel suo svolgimento, coinvolge numerose capacità cognitive e un bambino assorto a dipingere, scrivere, danzare, comporre, altro non fa che pensare con i propri sensi”. Per le persone con particolari fragilità o disabilità, questo potere assume un valore ancora più assoluto: pensare con i propri sensi diventa uno spazio libero in cui esprimersi senza vincoli, al di là delle parole e delle etichette.
Attraverso strumenti come pittura, musica o danza, si attiva un linguaggio non verbale che permette di raccontarsi, comunicare emozioni e costruire relazioni. In questo processo, l’arte si trasforma in un potente mezzo inclusivo, capace di dare voce anche a chi fatica a trovarla nei canali tradizionali.
Superare i propri limiti e trasformarli in risorsa
Il percorso artistico non è solo espressione estetica, ma può anche diventare un percorso di trasformazione interiore. Quando l’arte entra nella vita di una persona con disabilità, può rappresentare un vero e proprio punto di svolta per trovare nuove possibilità di significato dentro la fragilità e nel proprio dolore. Il potere trasformativo dell’arte non passa dall’apprendimento di una tecnica espressiva bensì lavora ad un livello più profondo, avviando un processo di rinascita che contribuisce a ridefinire la percezione di sé. Nel gesto creativo si riscoprono capacità e desideri e tutto viene rimesso in una nuova prospettiva. La dimensione artistica favorisce infatti un senso di autonomia e di partecipazione, contrastando l’isolamento e aprendo alla relazione con gli altri.
“Lascia che tutto ti accada”, il progetto espositivo che racconta la disabilità come esperienza umana e poetica
Da queste premesse nasce la mostra Lascia che tutto ti accada, un progetto organizzato da GSH Cooperativa Sociale e dal Mart di Rovereto nelle sale del Palazzo Assessorile di Cles,
che mette al centro l’esperienza di due figure internazionali, che hanno fatto della disabilità un punto di ripartenza creativa. Hans Hartung, protagonista dell’astrattismo europeo, prosegue la sua carriera artistica anche dopo la perdita di una gamba in guerra, sperimentando tecniche innovative; mentre Chuck Close, fotografo e pittore, rivoluziona la tecnica del ritratto nonostante la prosopagnosia, un disturbo che rende difficile riconoscere i volti, e la paralisi che dal 1988 lo porta a utilizzare una sedia a rotelle. A dialogare con loro, le immagini di Oliviero Toscani, che negli anni ha saputo affrontare il tema delle differenze con un linguaggio diretto, spesso provocatorio, profondamente umano, e la video installazione dei MASBEDO, ambientata nelle Alpi Apuane e con protagonista l’alpinista ex atleta paralimpico Andrea Lanfri.
Il significato della mostra: fragilità e trasformazione
Il titolo evocativo della mostra parte da un verso di una poesia di Rainer Maria Rilke che invita ad accettare ogni esperienza, sia positiva che negativa, mantenendo il coraggio di vivere appieno senza chiudersi. L’atteggiamento di accoglienza verso ciò che accade, anche quando è difficile, diventa la chiave per leggere l’intero percorso, riconoscendo la vita nella sua interezza, scegliendo di attraversarla senza nascondere né la fragilità, né la bellezza.
Il progetto indaga numerosi temi della contemporaneità come sfida, performance, ma anche fragilità, fatica e paura attraverso un percorso che si snoda in 70 lavori di pittura, scultura e fotografia. L’esposizione prende forma proprio a partire dal vissuto personale dei diversi artisti, trasformando le opere in testimonianze di cambiamento e crescita. In questo senso, la mostra non si limita a presentare lavori artistici, ma invita il pubblico ad entrare in un racconto più ampio, in cui la creatività diventa strumento di consapevolezza e apertura.
La creatività come terreno di libertà
L’esperienza artistica proposta dalla mostra è un modo per ribadire l’impegno quotidiano nella costruzione di una cultura capace di accogliere e far crescere ogni persona. L’arte diventa uno spazio simbolico in cui la fragilità si trasforma in forza, le differenze diventano dialogo e spunti di riflessione per generare nuovi linguaggi, nuove sensibilità. Lascia che tutto ti accada diventa uno spazio simbolico in cui ogni persona può riscoprirsi, raccontarsi e, soprattutto, ricominciare.