Sempre più attenzione all’inclusione scolastica: in dieci anni raddoppiano gli alunni con disabilità

 

Crescono gli insegnanti di sostegno ma restano sfide importanti per garantire strumenti adeguati a ogni esigenza

Sempre più attenzione all’inclusione scolastica: in dieci anni raddoppiano gli alunni con disabilità

Crescono gli insegnanti di sostegno ma restano sfide importanti per garantire strumenti adeguati a ogni esigenza

Negli ultimi dieci anni la presenza di alunni con disabilità nelle scuole italiane è quasi raddoppiata. Secondo il rapporto ISTAT L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, nell’anno scolastico 2024-2025, gli studenti coinvolti sono circa 377mila, pari al 4,8% del totale degli iscritti, contro il 2,6% di dieci anni fa. Rispetto all’anno precedente, l’aumento è di circa 18mila studenti, pari al 5%. Questi dati evidenziano una sensibilità della scuola sempre più focalizzata sui bisogni educativi individuali. Tra i diversi aspetti trattati emerge una maggiore attenzione alla diagnosi e alla certificazione e una crescente consapevolezza delle famiglie che si rivolgono all’istituzione scolastica per situazioni che richiedono sostegno.

L’inclusione come opportunità di crescita

Una scuola inclusiva non si limita a garantire la presenza in classe, ma cerca di creare le condizioni perché ogni studente possa apprendere, comunicare, sviluppare le proprie capacità e partecipare alla vita scolastica. È un percorso che riguarda il benessere del singolo alunno e, più in generale, la qualità delle relazioni e delle esperienze condivise. In questa prospettiva, il numero crescente di studenti riconosciuti e accompagnati nei loro bisogni rappresenta un’occasione per rendere la scuola più attenta alle differenze e più capace di rispondere alle esigenze del singolo attraverso una didattica personalizzata.

Più insegnanti e una formazione in continua evoluzione

Il rapporto registra progressi anche nelle risorse dedicate all’inclusione. Gli insegnanti di sostegno sono oltre 261mila, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Cresce inoltre la quota di docenti con una specializzazione specifica: dal 63% del 2019-2020 al 78% del 2024-2025. Si tratta di un segnale positivo, perché competenze sempre più approfondite aiutano a individuare strategie didattiche più efficaci e a creare una collaborazione più coesa tra scuola e famiglia. Rimane tuttavia una quota del 22% di docenti senza specializzazione, pari a circa 57mila persone, assegnate al sostegno per rispondere al fabbisogno delle scuole.

La continuità didattica fa la differenza

Tra le criticità più rilevanti che ancora permangono emerge la frequente sostituzione degli insegnanti di sostegno. Il 58% degli alunni con disabilità ha cambiato docente rispetto all’anno scolastico precedente; all’inizio delle lezioni, inoltre, oltre il 22% degli insegnanti non risultava ancora assegnato e, dopo un mese, il 10% dei posti era ancora vacante. La continuità è importante perché permette di costruire una relazione educativa stabile, conoscere le esigenze dello studente e accompagnarne con coerenza il percorso. Per alcuni ragazzi, soprattutto quando hanno bisogno di riferimenti e routine predeterminate, i cambiamenti ripetuti possono rendere più complesso il percorso di adattamento alle attività e alle persone.

Autonomia e tecnologie: risorse da rafforzare

Accanto ai docenti operano gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, che superano gli 85mila, con un aumento del 7% in un anno. Il loro contributo può essere essenziale per favorire la comunicazione, gli spostamenti e la partecipazione alle attività. Eppure, secondo il rapporto ISTAT, oltre 18mila alunni che ne avrebbero bisogno non ricevono il supporto necessario. Anche le nuove tecnologie possono contribuire a ridurre le barriere e facilitare l’apprendimento. Il 76% delle scuole primarie e secondarie dispone di postazioni informatiche adattate, ma il 65% degli istituti segnala la necessità di dotazioni aggiuntive, perché quelle disponibili non sono sufficienti oppure mancano del tutto.

Una scuola accessibile si costruisce insieme

I dati raccontano i progressi di un sistema che sta ampliando le risorse e affinando la propria capacità di riconoscere i bisogni, ma nel quale permangono ancora alcune importanti criticità. L’inclusione richiede infatti non soltanto personale e strumenti, ma anche collaborazione tra scuola, famiglia e servizi, continuità negli interventi e attenzione alla specificità di ogni studente, in modo che ciascuno possa sentirsi parte della comunità scolastica e trovare le condizioni per esprimere le proprie potenzialità.

Fonte: ISTAT, L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – Anno scolastico 2024-2025.

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