L’Italia ha ospitato il Destination for All World Summit per ridisegnare il futuro del turismo accessibile

 

Inclusione, innovazione e sviluppo sostenibile al centro del più importante evento mondiale dedicato al turismo per tutti

L’Italia ha ospitato il Destination for All World Summit per ridisegnare il futuro del turismo accessibile

 

Inclusione, innovazione e sviluppo sostenibile al centro del più importante evento mondiale dedicato al turismo per tutti

Cos’è il World Summit on Accessible Tourism

Torino è stata protagonista nell’ospitare la terza edizione del World Summit on Accessible Tourism – Destination for All, il più rilevante appuntamento internazionale dedicato al turismo inclusivo. L’evento, organizzato da CPD Consulta per le Persone in Difficoltà, IsITT Istituto Italiano per il Turismo per Tutti e ENAT European Network for Accessible Tourism, ha riunito oltre 400 delegati provenienti da 30 paesi, dando vita a tre giorni di confronto, formazione e networking. L’obiettivo del summit è stato trovare una nuova definizione di turismo inclusivo, promuovendo strategie, regolamentazioni e politiche che rendano le destinazioni davvero accessibili, affinché ogni persona con esigenze sensoriali, motorie, cognitive o legate all’età, possa vivere esperienze di viaggio in autonomia, sicurezza e comfort.

Il tema dell’accessibilità e della sicurezza al centro dell’edizione 2025

Il tema dell’edizione torinese ha posto l’accento sull’accessibilità come leva strategica di sviluppo economico, sociale e territoriale. Fulcro del convegno è stato il come rendere l’accessibilità un principio trasversale alle diverse proposte turistiche, per riuscire a migliorare l’esperienza di tutti. Il Summit ha sottolineato come il turismo inclusivo rappresenti una delle frontiere più promettenti dell’ospitalità globale: ad oggi solo il 9% dei servizi turistici risulta realmente accessibile. In Italia, il turismo accessibile rappresenta già il 6,3% degli arrivi: in questo panorama più dell’83% delle strutture ricettive ha effettuato interventi negli ultimi tre anni e il 70% si prepara a farne di nuovi. La sfida più grande è quella di riuscire a colmare il gap tra domanda e offerta per attrarre nuovi viaggiatori, aumentare la competitività delle destinazioni e ridurre significativamente le disuguaglianze. Il Summit ha dedicato grande attenzione anche al tema della sicurezza, parte integrante dell’esperienza turistica.

Il Torino Manifesto 2025 e la nuova agenda globale

La chiusura del Summit ha portato all’adozione del Torino Manifesto on Tourism for All 2025, sviluppato grazie al contributo di rappresentanti di governi, organizzazioni di persone con disabilità, enti del turismo, università e organismi internazionali. Il documento programmatico si fonda sui principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Al centro del documento, la “Torino Call for Action 2025” che invita tutti gli attori del turismo a trasformare l’accessibilità in un pilastro strutturale delle politiche e delle strategie turistiche attraverso azioni concrete:

  • Integrare i principi dello Universal Design nella progettazione delle destinazioni e dei servizi Promuovere una formazione obbligatoria sull’accessibilità per i professionisti del turismo
  • Adottare standard internazionali condivisi e pubblicare informazioni chiare e aggiornate sull’accessibilità di strutture e servizi
  • Incentivare il co-design delle esperienze turistiche insieme alle organizzazioni delle persone con disabilità
  • Sviluppare tecnologie e soluzioni digitali inclusive, dall’intelligenza artificiale alla realtà aumentata, per migliorare autonomia, usabilità e sicurezza dei viaggiatori

Il contributo italiano nello sviluppo di una visione globale per il turismo inclusivo

Con la terza edizione del World Summit on Accessible Tourism, l’Italia ha saputo rafforzare il proprio ruolo guida nelle politiche di inclusione promuovendo una visione proattiva e concreta. In un settore che coinvolge tutte le generazioni, l’accessibilità si conferma non solo un dovere etico, ma un investimento strategico capace di generare valore economico, culturale e sociale.

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