Paralimpiadi Milano – Cortina 2026: quando lo sport ridefinisce i limiti del possibile

Il 6 Marzo l’accensione simultanea dei bracieri di Milano e di Cortina d’Ampezzo, ha dato il via ufficiale ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano – Cortina 2026, giunti al loro 50esimo anniversario in una formula diffusa su più territori tra Lombardia, Veneto e Trentino. Dal 6 al 15 marzo, 655 atleti provenienti da tutto il mondo si sfidano in 79 eventi da medaglia, in 6 diverse discipline: sci alpino, sci di fondo, biathlon, snowboard, para ice hockey e wheelchair curling. Le competizioni sono suddivise in categorie standing, sitting e vision impaired, per garantire equità in base alla disabilità. Lo sport più partecipato sarà il para sci nordico con 168 atleti, seguito dal para sci alpino con 164, quindi para ice hockey con 135, para biathlon con 107, para snowboard con 77 e wheelchair curling con 66.
50 anni di storia per celebrare gli atleti, veri eroi moderni
Questa XIV edizione coincide con un anniversario importante: il 50esimo anniversario dei Giochi Paralimpici Invernali, nati nel 1976 a Örnsköldsvik, in Svezia, quando gli atleti erano appena 250 e gli sport in programma soltanto due.
Il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Andrew Parsons ha sottolineato il valore trasformativo di questo evento: “Lo sport offre al mondo un’altra strada da percorrere, un’altra prospettiva. Qui a Milano Cortina 2026, questi Giochi Paralimpici offrono qualcosa di veramente diverso. Qui le differenze non sono motivo di separazione, ma una fonte di forza. Qui le nazioni si riuniscono come vicine e gli atleti e le atlete competono con ferocia e correttezza, uniti nel rispetto reciproco e delle regole dello sport”.
La torcia che accompagnerà l’intera manifestazione, è stata portata dalla campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio Grandis, mentre i bracieri di Milano e Cortina sono stati riaccesi da due grandi protagonisti dello sport italiano: Francesca Porcellato, quindici volte medaglia paralimpica in diversi sport, e lo sciatore Gianmaria Dal Maistro, campione paralimpico di sci alpino di Torino 2006.
Gli azzurri in gara e i nuovi volti dello sport paralimpico
L’Italia partecipa ai Giochi con una delegazione record di 42 atleti, impegnati in tutte le discipline del programma, di cui 37 uomini e 5 donne e 3 atleti guida. Gli azzurri all’esordio in queste Paralimpiadi sono dodici.
Chiara Mazzel, sciatrice alpina ipovedente, è una delle protagoniste più luminose dei Giochi Paralimpici 2026. Originaria della Val di Fassa, è diventata ipovedente all’età di 18 anni, a causa di un glaucoma. Atleta delle Fiamme Gialle, Mazzel è una sciatrice sorprendente che ha abbracciato questo sport come forma di rinascita, un modo per ritrovare libertà e fiducia. E’ stata proprio lei a regalare all’Italia la prima medaglia: un argento nella discesa libera. Anche Martina Vozza è una giovane promessa dello sci alpino azzurro, albina e ipovedente. Quando scia vede solo ombre, eppure, proprio in quelle ombre costruisce traiettorie che potrebbero regalare all’Italia grandi vittorie.
Un’altra importante medaglia di bronzo è arrivata, invece, da Giacomo Bertagnolli nella discesa libera maschile per atleti ipovedenti, risultato che porta il suo palmarès paralimpico a nove medaglie complessive. Bertagnolli rappresenta un esempio di forza e tenacia per le nuove generazioni.
Una grande emozione è arrivata dallo snowboard cross, dove l’altoatesino Emanuel Perathoner ha conquistato l’oro nella categoria SB-LL2. Dopo un grave infortunio che ha cambiato la sua carriera sportiva, l’atleta ha trovato nel movimento paralimpico una nuova opportunità.
La squadra femminile di wheelchair curling, disciplina in forte ascesa, scende sul ghiaccio più che mai agguerrita: le due atlete Angela Menardi e Orietta Bertò si contraddistinguono per una visione lucida fatta di strategia e lettura tattica.
Le storie degli atleti paralimpici dimostrano che il talento, la determinazione e la passione possono trasformare ogni limite in una nuova possibilità. In questi Giochi Paralimpici di Milano – Cortina Lo sport torna a raccontare il valore più autentico della competizione: superare se stessi, condividere emozioni, per costruire un mondo in cui ogni persona possa trovare il proprio spazio.