Il segreto della longevità: cosa ci insegna Maria Branyas, vissuta fino a 117 anni

 

Lo studio sulla donna più anziana del mondo svela preziosi indizi per un invecchiamento sano

Il segreto della longevità: cosa ci insegna Maria Branyas, vissuta fino a 117 anni

 

Lo studio sulla donna più anziana del mondo svela preziosi indizi per un invecchiamento sano

Un caso che ha fatto epoca

La scomparsa di Maria Branyas Morera il 19 agosto 2024, a 117 anni, ha suscitato grande interesse non solo per l’età straordinaria, ma per le condizioni di salute che hanno accompagnato tutta la sua vita. La donna ha acconsentito alla donazione di campioni biologici prima della morte e questo ha permesso, ad un gruppo di ricercatori spagnoli, di analizzare in profondità il suo genoma, il microbioma e vari indicatori fisici. I risultati, recentemente pubblicati su riviste scientifiche di rilievo*, hanno rivelato preziosi indizi su quello che potrebbe essere definito il segreto della longevità.

Geni protettivi e profilo molecolare

I fattori genetici della donna si intrecciano alle sue abitudini quotidiane, per restituire il quadro di una persona, con una qualità di vita straordinaria, sia dal punto di vista fisico che mentale. Le analisi svolte hanno rivelato interessanti evidenze: nonostante i segni tipici dell’età come telomeri corti e presenza di cellule senescenti, il corpo della donna restava incredibilmente resistente. Pochi segni di infiammazione, un intestino sano e un epigenoma che ricordava quello di persone molto più giovani. In aggiunta, Maria mostrava alcune varianti genetiche rare che sembravano proteggerla da malattie comuni come diabete, Alzheimer, Parkinson e patologie cardiovascolari.

Il ruolo dello stile di vita attivo ed equilibrato

I dati genetici spiegano solo in parte la sua storia straordinaria: la routine quotidiana, mantenuta in modo regolare per decenni, ha giocato un ruolo altrettanto rilevante. Dieta mediterranea equilibrata, sonno di qualità, attività fisica costante e una vita sociale intensa sono tutti fattori che hanno probabilmente contribuito a preservare funzioni cognitive e fisiche in ottima salute. Anche gli hobby come la lettura, il pianoforte e il giardinaggio hanno mantenuto la mente della donna attiva e curiosa, offrendo stimoli emotivi e relazionali importanti per il suo benessere complessivo.

La preziosa lezione della scienza per un invecchiamento sano

Lo studio su Maria Branyas suggerisce importanti indizi per la ricerca futura. I dati scientifici hanno confermato come una vita così lunga e attiva sia stata probabilmente il risultato di una combinazione tra geni favorevoli e scelte quotidiane equilibrate. E’ dimostrato come alcune abitudini possono aumentare il benessere complessivo in età avanzata: adottare una dieta equilibrata ricca di cibi freschi e fermentati, mantenere movimento quotidiano moderato, curare il riposo notturno, alimentare relazioni sociali e coltivare interessi mentali e manuali. Anche la salute intestinale e la riduzione dell’infiammazione sistemica appaiono come nodi fondamentali da monitorare nell’ottica della prevenzione.

Il caso di Maria Branyas non consegna formule magiche per la longevità, ma rimette al centro un messaggio concreto: vivere a lungo in buona salute è il risultato di una convergenza tra predisposizioni biologiche e scelte quotidiane.

Studio pubblicato su Cell Reports Medicine

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