
1. Partiamo dall’inizio: come sei entrato nel team Wimed?
Faccio il commerciale dal 1981 e sono entrato casualmente nel settore ortopedico-sanitario (soprattutto calzature), tramite una conoscenza che gestiva un’azienda in questo mercato.
Nel 1992 ho cominciato in Wimed grazie al suggerimento di un collega che aveva iniziato anche lui da poco.
All’epoca per me Wimed era un’azienda diversa da quelle con cui collaboravo solitamente perché trattava anche un’ampia gamma di prodotti antidecubito che io ancora non gestivo.
Lavoro con loro da tanti anni e ho potuto assistere alla trasformazione dell’azienda che ha ampliato il suo catalogo, introducendo moltissimi prodotti nuovi dedicati al settore sanitario e della riabilitazione finalizzati alla vendita nelle ortopedie.
2. Quali sono i punti di forza di Wimed sul mercato?
Wimed ha un’immagine forte che deriva dalla solidità dell’azienda (Movi) a cui appartiene.
Oltre alla reputazione sul mercato, Wimed può vantare una squadra ben organizzata, che fornisce risposte tempestive in caso di problemi e flessibilità nelle trattative commerciali.
Questo è una garanzia per i clienti perché sanno di poter contare su un’azienda che non si tira mai indietro di fronte alle difficoltà.
3. Come vedi il futuro del mercato degli ausili?
Ho notato fin da subito che la concorrenza nel settore è diventata molto più forte anche grazie all’introduzione di prodotti di aziende estere che trattano articoli che non esistevano nel mercato italiano.
In questo modo, l’offerta del mercato degli ausili è diventata enorme ed estremamente differenziata.
C’è anche un cambiamento di tipo culturale: certi prodotti che prima venivano percepiti solo come destinati a utenti con disabilità, oggi invece vengono interpretati come ausili che aiutano nella mobilità quotidiana tantissime altre tipologie di utilizzatori.
4. Quali sono gli aspetti che apprezzi di più del tuo lavoro di agente?
È un lavoro che ho voluto fortemente a tal punto da interrompere gli studi universitari per perseguirlo: avevo le idee chiare fin da subito su cosa avrei desiderato per la mia carriera.
Posso programmare le mie giornate, anche se, a livello di libertà, ne hai ben poca dato che i clienti ti possono raggiungere in qualsiasi momento tramite telefono.
5. Cosa fa, secondo te, la differenza nel lavoro di un agente?
La differenza in questo lavoro è riuscire ad essere un punto di riferimento per i clienti e lo si diventa rispondendo sempre, in modo veloce ed efficiente.
Il cliente ormai si rivolge a noi per tantissime cose e, anche se a volte diventa difficile riuscire a gestire tutte le loro richieste, è gratificante sapere che per loro tu sei un partner di fiducia.
6. Qual è il tuo rapporto con i clienti?
Negli anni, con alcuni di loro, sono riuscito a creare un rapporto di collaborazione che non si ferma solo alla sfera lavorativa.
La difficoltà in questo settore deriva dal fatto che i clienti si relazionano con la persona (commerciale) più che con il marchio che stiamo vendendo, quindi è fondamentale riuscire a entrare in sintonia con loro.

Daniele Bucciarelli
Come ti descriveresti?
Professionale, disponibile e sincero.
COSA TI PIACE DI PIÙ DELLA TUA REGIONE?
Il territorio di mia competenza è molto vasto (Marche, Abruzzo, Umbria e Molise) e ciò lo rende a tratti scarsamente popolato e con posti difficili da raggiungere: può essere un bene per la qualità della vita, ma è un po’ più difficoltoso per chi, come me, svolge un lavoro itinerante.