Disability pride month

La nascita del movimento Disability Pride in Italia e nel mondo

Disability pride month

La nascita del movimento Disability Pride in Italia e nel mondo

Perché luglio viene considerato il Disability Pride Month? Non sono ben chiare le origini di questa ricorrenza, ma è possibile che ci sia un legame con il 26 luglio 1990. Una data storica per le persone con disabilità fisiche e mentali americane perchè è stato il giorno in cui il presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush ha firmato l’American with Disabilities Act, la legge federale a favore dei loro diritti civili.

Un passo importante dal punto di vista politico. La strada per cambiare l’atteggiamento della società e la sua percezione nei confronti delle persone disabili però è tuttora ancora lunga e piena di ostacoli. Lo sa bene Carmelo Comisi, ideatore e presidente di Disability Pride Italia.

«Le persone con disabilità in Italia oggi sono oltre 4 milioni. Una fetta importante della popolazione ancora oggi marginalizzata dalla mancanza dell’applicazione delle normative vigenti ma soprattutto da una cultura che non valorizza la diversità e l’inclusione».

L’associazione, quindi, è stato lo strumento necessario per iniziare un dialogo con la popolazione e le istituzioni.

«Nel 2015 ero consulente del sindaco di Vittoria, comune in provincia di Ragusa. In alcuni comuni della Provincia, tra luglio e agosto ho organizzato una serie di eventi, chiamati Handy Pride, in cui mostravo le differenze esistenti tra le normative della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità, diventate leggi in Italia nel 2009, e la realtà vissuta da queste persone».

Il successo dell’iniziativa ha permesso a Comisi di entrare in contatto con Mike LeDonne, fondatore, presidente/CEO di Disability Pride New York, l’associazione no profit fondata in onore della figlia Mary, nata con una sindrome rara che le ha provocato disabilità multiple.

«Dal nostro incontro è nata l’idea di unire simbolicamente le manifestazioni, dandogli lo stesso nome e organizzandole nello stesso periodo. La manifestazione di Disability Pride Italia si sposta così dalla provincia alle grandi città quali Palermo, Napoli e, dal 2018, Roma».

Di recente, inoltre, Carmelo Comisi ha creato il Disability Pride Network. Si tratta di una rete di oltre 50 realtà nazionali coinvolte nell’organizzazione degli eventi, a cui si aggiungono anche organizzazioni internazionali come quelle di New York, Brighton, Libano, Senegal e Venezuela.

«Un passo necessario perché prima non esisteva una coesione tra i Paesi in cui si è svolta o si svolge tuttora l’iniziativa. Gli eventi nascevano esclusivamente per volontà degli organizzatori delle varie città, non si svolgevano nella stessa data e difficilmente c’era una continuità».

A causa della pandemia da Covid-19, l’anno scorso gli unici eventi svolti sono stati quello italiano, trasmesso su Rai Play, e quello di Brighton, visibile su una televisione locale inglese. Il Disability Pride 2021, invece, è confermato a inizio autunno in Italia, mentre a New York è rimandato ad autunno 2022. La scelta di non svolgere la manifestazione in estate è dovuta al caldo che impedisce a molte persone con disabilità di partecipare.

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