
“Easy to read” o linguaggio facilitato è una forma di comunicazione che mira a semplificare il testo per renderlo più comprensibile alle persone con disabilità cognitive o difficoltà di lettura. Questa pratica si caratterizza per la chiarezza, la semplicità e l’accessibilità, utilizzando frasi brevi, un vocabolario elementare e, se necessario, supporto visivo.
In Italia il linguaggio facilitato ha avuto origine con il periodico “Due Parole” negli Anni 80, creato presso l’Università La Sapienza di Roma e pubblicato fino al 2006. Sebbene sia simile al linguaggio facilitato, quest’ultimo presenta però regole più rigide:
Nonostante la sua storia e origine precoce, il linguaggio facilitato rimane poco diffuso in Italia rispetto ad altri paesi, e rappresenta una sfida per favorire l’inclusione delle persone con disabilità intellettive. Questa situazione di scarsa diffusione e conoscenza contrasta con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che sottolinea l’importanza della rimozione delle barriere di comunicazione e informazione per favorire l’autonomia e la partecipazione sociale e promuovere una società inclusiva.
Come possiamo tradurre questo impegno in azioni concrete, abbattere le barriere comunicative e creare un mondo in cui ogni voce possa essere ascoltata e compresa appieno? Grazie al lavoro svolto da Inclusion Europe, associazione europea dedicata a persone con disabilità intellettiva e delle loro famiglie, è possibile accedere a linee guida:
In conclusione, è essenziale rimuovere gli ostacoli legati all’accessibilità nei servizi di informazione e comunicazione al fine di consentire a tutte le persone di partecipare in modo indipendente a tutti gli ambiti della vita sociale, accedere alle informazioni e godersi momenti di svago.
Per avere un’idea sulla struttura di un testo “Easy to read”, ecco un esempio di come potrebbe essere impostata una pagina della guida:

