Il 2 aprile è la Giornata per la consapevolezza sull’autismo

Scopo della ricorrenza è diffondere maggiore consapevolezza su questa malattia

Il 2 aprile è la Giornata per la consapevolezza sull’autismo

Scopo della ricorrenza è diffondere maggiore consapevolezza su questa malattia

Se nel corso della giornata di oggi qualche monumento della città dovesse illuminarsi di blu non c’è da sorprendersi: ogni anno, il 2 aprile, si celebra la Giornata per la consapevolezza sull’autismo, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per diffondere una maggiore consapevolezza sui diritti delle persone con disturbi dello spettro autistico, e il colore associato a questo disturbo è il blu.

Negli anni sono stati illuminati di blu l’Empire State Building a New York, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la grande piramide di Giza in Egitto e l’Arco di Costantino a Roma, aderendo al progetto “Light it up blue” dall’organizzazione Autism Speaks, che consiste nell’illuminare di blu i principali monumenti nelle città più famose del mondo. Perché proprio il blu? Perché il blu è un colore che aiuta a rilassarsi e al contempo risveglia un senso di sicurezza, due aspetti considerevoli quando si parla dei sintomi manifestati con l’autismo.

La proposta di istituire la Giornata per la consapevolezza sull’autismo è stata presentata nel 2007 dalla rappresentante del Qatar, Mozah bint Nasser al-Missned, seconda moglie dello sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani. Una donna molto coinvolta nella vita politica e sociale del proprio Paese, sposa da quando aveva 18 anni e madre di sette figli, insignita dell’ordine di Cavaliere di Gran croce dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pochi giorni dopo l’approvazione della sua proposta.

La Giornata per la consapevolezza sull’autismo viene quindi  istituita con l’obiettivo di promuovere la ricerca e la diagnosi di questa patologia, contrastando la discriminazione e l’isolamento che ancora oggi colpiscono le persone autistiche e le loro famiglie.

I disturbi dello spettro autistico sono un insieme di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una difficoltà dell’interazione sociale e della comunicazione e la presenza di comportamenti ripetitivi e stereotipati. I sintomi di questa malattia possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, ma tra i più comuni si verificano: il ritardo nello sviluppo del linguaggio, la ripetizione frequente di parole o frasi, la mancanza di espressioni facciali e la monotonia del suono della voce, la ripetizione di alcuni movimenti come il dondolio o il battito delle mani, l’eccessiva sensibilità a suoni acuti e luci intense.

Difficilmente una diagnosi di autismo può essere fatta prima dei tre, quattro anni di età, ma in alcuni casi è già possibile riconoscere un disturbo nella comunicazione e una difficoltà nell’interazione sociale, già intorno ai 18 mesi.

Di norma i più comuni test effettuati per accertare la diagnosi di autismo sono due: l’ADOS-2 (Autism Diagnostic Observation Shedule-2nd Edition) un test che osserva il bambino mentre gioca, per individuare dei comportamenti atipici, soprattutto tendenti alla ripetizione; l’ADI-R (Autism Diagnostic Interview-Revised) che indaga sulla presenza di eventuali sintomi attraverso una precisa intervista fatta ai genitori del bambino.

Una diagnosi e un trattamento precoci possono consentire un miglioramento delle capacità cognitive dell’individuo , così come dei suoi comportamenti adattivi, migliorando in questo modo la qualità di vita dell’individuo stesso e della sua famiglia.

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