Intelligenza artificiale: come evitare che l’innovazione generi l’esclusione silenziosa delle persone più fragili

 

Accessibilità, attenzione ai bisogni delle persone e piena partecipazione di tutti come principi guida della trasformazione tecnologica

Intelligenza artificiale: come evitare che l’innovazione generi l’esclusione silenziosa delle persone più fragili

Accessibilità, attenzione ai bisogni delle persone e piena partecipazione di tutti come principi guida della trasformazione tecnologica

L’AI offre grandi opportunità per migliorare salute, autonomia e servizi, ma secondo l’Autorità Garante per i diritti delle persone con disabilità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità è fondamentale progettare tecnologie accessibili e prive di discriminazioni per garantire un’innovazione davvero inclusiva. L’intelligenza artificiale è ormai pervasiva e ha trasformato il modo in cui si accede ai servizi, come si comunica o si riceve assistenza sanitaria. Affinché essa rappresenti realmente un’opportunità per tutti, è però necessario che accessibilità, inclusione e attenzione ai bisogni delle persone siano parte integrante della progettazione dei nuovi strumenti digitali.

Quando la tecnologia crea “esclusioni silenziose”

La Relazione 2025 dell’Autorità Garante per i diritti delle persone più fragili e con disabilità, primo rapporto annuale dell’istituzione dalla sua nascita, dedica un’analisi specifica alle sfide poste dall’innovazione tecnologica. Il documento pone l’accento su un rischio concreto: quello delle cosiddette esclusioni silenziose. Si tratta di situazioni in cui servizi digitali e sistemi basati sull’intelligenza artificiale, se non progettati secondo criteri di accessibilità universale, finiscono per escludere proprio chi dovrebbe beneficiarne maggiormente. Le criticità riguardano soprattutto tre aspetti:

  • la mancanza di competenze digitali adeguate per interfacciarsi con i nuovi sistemi
  • l’incompatibilità di alcuni strumenti tecnologici con specifiche disabilità
  • la difficoltà di interagire con sistemi automatizzati che non tengono conto delle diverse esigenze degli utenti

L’accessibilità come sistema alla base di ogni progetto

L’innovazione tecnologica può diventare una nuova barriera invisibile quando viene sviluppata privilegiando l’efficienza tecnica, senza considerare la reale esperienza di utilizzo delle persone. Per questo l’Autorità richiama l’attenzione sul principio della progettazione universale: servizi pubblici digitali, piattaforme online e applicazioni basate sull’AI dovrebbero essere accessibili fin dalla loro realizzazione, evitando di introdurre ostacoli che limitino la partecipazione sociale. L’obiettivo non è rallentare l’innovazione, ma renderla realmente inclusiva, valutandone non solo la coerenza tecnica, ma l’impatto reale sulla partecipazione sociale delle persone con disabilità affinché nessuno venga lasciato indietro.

Le sfide per la popolazione anziana

Anche le persone anziane possono incontrare difficoltà nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, soprattutto quando la tecnologia sostituisce completamente il rapporto umano. Molti servizi sanitari e assistenziali richiedono infatti ascolto, dialogo ed empatia, elementi che restano fondamentali nella presa in carico della persona. A questo si aggiunge un altro aspetto evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel documento Ageism in Artificial Intelligence for Health: gli algoritmi possono riprodurre stereotipi e pregiudizi già presenti nei dati con cui vengono addestrati, influenzando valutazioni e decisioni in modo non sempre equo nei confronti della popolazione anziana.

Tecnologia e persone devono crescere insieme

L’intelligenza artificiale non è destinata a sostituire la relazione umana, ma può diventare uno strumento di supporto per migliorare autonomia, prevenzione e accesso ai servizi. Perché questo accada è indispensabile investire in alfabetizzazione digitale, progettazione inclusiva e verifica costante dell’impatto dei sistemi automatizzati sulle persone più fragili.

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