Lo sguardo innovativo del Sente-Mente modello

Un nuovo approccio alle persone con demenza e al benessere dei professionisti nelle RSA

Lo sguardo innovativo del Sente-Mente modello

Un nuovo approccio alle persone con demenza e al benessere dei professionisti nelle RSA

In un mondo dove la demenza viene spesso interpretata come una condizione che svuota le persone della loro essenza, Letizia Espanoli decise di intraprendere un percorso radicalmente diverso. Fondatrice del movimento Sente-Mente, sta dedicando la sua carriera a trasformare il modo in cui le persone che vivono con demenza, gli operatori socio sanitari e le famiglie vivono questa sfida.

Gli inizi

Letizia iniziò la sua carriera come assistente sociale nel 1988, immaginandosi in prima linea nella gestione delle problematiche sociali. Il suo percorso, tuttavia, prese una piega inaspettata quando vinse un concorso che la portò a lavorare in una residenza per anziani a Pordenone, una struttura con oltre 200 residenti.

«All’inizio volevo andarmene», racconta Letizia, ricordando come l’ambiente non rispecchiasse le sue aspettative. Tuttavia, un episodio cambiò tutto: una residente, Agnese, fuggì dalla struttura e, dopo ore di ricerche, fu trovata inginocchiata sulla tomba del figlio a 7 km di distanza. «Capii che le persone con demenza non sono gusci vuoti, come spesso si crede, ma conservano emozioni profonde e un legame con la loro storia», spiega Letizia.

Da quel momento, il suo obiettivo fu chiaro:

«Volevo creare qualcosa che consentisse alle persone con demenza di stare bene, agli operatori di vivere serenamente il loro lavoro e alle famiglie di soffrire meno».

La nascita di un nuovo approccio

Negli anni ‘90, Letizia cominciò a sperimentare un nuovo modo di lavorare con gli operatori sanitari.

«Era fondamentale insegnare loro che i disturbi del comportamento non erano solo sintomi di una malattia da sedare con contenzioni fisiche o farmacologiche, ma potevano essere un linguaggio, un modo di comunicare».

La sua ricerca si intensificò con l’avvento di Internet, che le diede accesso alle biblioteche internazionali, contribuendo alla creazione dei primi nuclei Alzheimer senza contenzione fisica e senza contenzione farmacologica al bisogno per far fronte ai disturbi del comportamento. Spesso si trovava ad affrontare quello che gli altri ritenevano impossibile:

«Per me l’impossibile era solo un ‘non ancora’».

Il Sente-Mente modello: una visione rivoluzionaria

Nel 2014, Letizia fondò il Sente-Mente modello, unì professionisti da tutta Italia in un nuovo modo di pensare alle Rsa, una rottura con la visione drammatica della demenza e con un modo di pensare alla Cura più come a un “che cosa” che non ad un “come ed un perché”.

«Non è vero che queste persone sono gusci vuoti. Le persone con demenza provano emozioni e sentono il mondo intorno a loro, anche se non lo comprendono razionalmente. La realtà la sentono», sottolinea Letizia.

Il Sente-Mente modello promuove un approccio basato sull’analisi e sulla comprensione del linguaggio sotteso dietro al disturbo del comportamento, alla costruzione di spazi di cura idonei alle persone con demenza, sulla gentilezza e sull’osservazione dei gesti, con l’obiettivo di disinstallare dagli operatori le modalità cognitive tradizionali e ispirare la capacità di relazionarsi in modo diverso, fatto di tenerezza e attenzione. Questo approccio ha permesso a molte residenze di affrontare il tema delle contenzioni fisiche e farmacologiche, spesso riducendole in modo significativo o eliminandole. È proprio questo che Letizia ha descritto nel suo ultimo libro “La terra dei risultati della Buona Cura: percorso metodologico per la s-contenzione fisica degli abitanti delle Rsa”.

Sfide e nuove prospettive

Negli anni, Letizia vide esplodere alcune problematiche nel settore delle residenze per anziani, in particolare il rischio di abusi e maltrattamenti, evidenziando l’importanza di una gestione più ricca di attenzione verso il personale da parte degli staff di direzione e coordinamento delle strutture. Il lavoro del Sente-Mente modello non si limita alle parole, ma si concretizza in azioni tangibili. Dalle giornate dedicate alla riduzione della contenzione fisica, alle consulenze formative nelle RSA, Letizia e il suo team stanno cambiando il volto dell’assistenza agli anziani, creando un modello fatto di tante tessere che vanno a definire la qualità organizzativa.

La sfida del futuro: emozioni e neuroscienze

Uno dei punti centrali del lavoro di Letizia è innamorare i giovani professionisti delle RSA.

«Abbiamo tolto un po’ l’anima a questi professionisti, ma è solo grazie alla competenza emotiva che queste professioni possono sopravvivere».

Le neuroscienze offrono oggi strumenti preziosi per migliorare la qualità dell’assistenza, ma la formatrice insiste sul fatto che l’emozione deve rimanere al centro del lavoro con le persone anziane, e si prepara a lanciare nuovi progetti e continua la sua missione: aiutare le RSA a sfidare le pratiche di contenzione e a costruire una nuova cultura del benessere per tutti.

Letizia Espanoli

Ideatrice del Sente-mente® modello – Formatrice e consulente – Autrice

www.letiziaespanoli.com

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