
La musica può essere terapeutica? Si può avere beneficio dall’ascolto di una sinfonia musicale o di una canzone? È ormai risaputo che la musica attiva e influenza non solo le emozioni, ma anche i pensieri e i comportamenti della persona.
Ascoltare musica produce degli effetti direttamente sul cervello stimolando il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che trasmette una sensazione di piacere e attivando alcune aree coinvolte nel movimento, nell’apprendimento e nella memoria.
Musicoterapia
Per tutti questi motivi la terapia attraverso la musica, o musicoterapia, è sempre più tenuta in considerazione nell’applicazione terapeutica di alcuni disturbi comportamentali come per esempio quelli dello spettro autistico. Non è raro, infatti, che nelle persone affette da un disturbo dello spettro dell’autismo si riscontrino abilità molto sviluppate in ambito artistico e musicale, e che proprio su queste competenze sia possibile lavorare allo scopo di favorire il miglioramento delle loro condizioni e far derivare benefici terapeutici.
La musicoterapia ricorre all’utilizzo della musica per sviluppare, elaborare e analizzare una relazione tra il paziente e il musicoterapeuta. Attraverso la musica il terapeuta si relaziona con i bisogni fisici ed emotivi del paziente e veicola delle informazioni – necessarie a scopo terapeutico – in maniera più efficace. Le tecniche utilizzate per veicolare messaggi e stimolare il paziente sono diverse: dall’improvvisazione musicale alla scrittura di canzoni, dal canto alla pratica di uno strumento musicale, dall’ascolto di canzoni all’analisi del significato dei testi.
Musicoterapia attiva e passiva
La musicoterapia può essere attiva o passiva. Nel primo caso il paziente suona e produce musica utilizzando strumenti musicali, canta e si muove utilizzando il corpo: in questo modo di tende a favorire il contatto tra le emozioni del paziente e la possibilità di esprimerle; nel secondo caso il paziente ascolta la musica o dei suoni, andando a toccare le funzioni neuro-cognitive (ideazione, attenzione, concentrazione, memoria) e influenzando aspetti dell’umore, dell’apprendimento e dell’immaginazione.
Benefici
Quali sono i benefici che possono derivare dalla musicoterapia? Di norma sono i bambini i destinatari di questo percorso, che una volta intrapreso, consente loro di sviluppare una maggiore capacità di concentrazione, di migliorare la propria comunicazione e di rapportarsi meglio con le persone che hanno vicino. La musicoterapia è anche di aiuto nell’alleviare lo stress e gli stati di ansia, che di norma accompagnano il disturbo dello spettro autistico.
I benefici si possono osservare dopo un ciclo di terapia che non dura meno di sei o dodici mesi, a seconda del profilo clinico del paziente. Sarà il terapeuta a valutare quali obiettivi prefissati sono stati raggiunti e se stabilirne ulteriori e più complessi per migliorare sempre di più l’acquisizione di conoscenze e capacità da parte del paziente.