
Tra fine novembre e inizio dicembre apre ufficialmente la stagione sciistica, in alcune località con qualche giorno di anticipo sulle altre, ma in linea generale dove è arrivata la neve, o dove la si è sparata artificialmente, gli appassionati di sci e snowboard hanno iniziato a sciare.
Per favorire una sempre maggiore inclusione delle persone con disabilità, anche la montagna si è attrezzata, rendendo più strutture ricettive possibili accessibili a tutti. Nell’ambito del Piano Regionale di Sviluppo sostenibile è stato promosso il progetto “Ski Ability”, volto a sviluppare un modello di valutazione per misurare l’accessibilità delle persone più vulnerabili nei comprensori sciistici delle Alpi.
Il progetto è stato presentato in tempi recenti al termine di una fase di studio che ha individuato le peculiarità di diverse località diffuse sul territorio alpino – l’area di riferimento era quella dell’Arge Alp (Comunità di lavoro delle Regioni Alpine) – al fine di garantire l’accessibilità dei comprensori e la pratica dello sci per le persone portatrici di disabilità.
Se da una parte lo stimolo del progetto è in parte dovuto anche all’interesse nutrito per l’appuntamento con i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano – Cortina 2026, è anche vero che già in passato le iniziative per rendere lo sci accessibile non sono mancate.
In Piemonte, a Sauze d’Oulx, per esempio, il progetto di inclusione Sciabile di BMW Italia offre da oltre vent’anni lezioni di sci gratuite a persone con disabilità, accogliendo stagione dopo stagione un numero sempre maggiore di partecipanti.
In Valle d’Aosta il progetto Lo sci per tutte le abilità non solo interviene per migliorare l’accessibilità nei comprensori sciistici, per formare operatori specializzati e per fornire le attrezzature più adatte, ma coinvolge anche diverse associazioni locali e prevede giornate sulla neve per le famiglie che hanno persone con disabilità.
Sciare senza barriere è possibile. Sempre più comprensori sono dotati di rampe per l’accesso agli impianti, parcheggi riservati vicino agli ingressi e bagni riservati. Anche gli impianti di risalita ormai consentono alle sedie a rotelle l’utilizzo e gli operatori sono istruiti per prestare assistenza per agevolare discesa e salita dall’impianto stesso.
Per scoprire località e comprensori inclusivi, è sufficiente informarsi sul web consultando i siti delle singole località. Diversamente si può pensare di iscriversi ad un corso di un’associazione che si occupa di sci alpino per disabili fisici, come Sporting spirit o Freerider sport events per citarne un paio.