Sindrome del tramonto: quando la sera diventa una sfida

 

Alcuni semplici consigli per chi assiste gli anziani, per comprendere la “sun-downing”, conoscerne l’impatto e mettere in atto strategie efficaci

Sindrome del tramonto: quando la sera diventa una sfida

Alcuni semplici consigli per chi assiste gli anziani, per comprendere la “sun-downing”, conoscerne l’impatto e mettere in atto strategie efficaci

La cosiddetta sindrome del tramonto, nota anche come “sun-downing” o “sindrome del sole calante”, è un insieme di sintomi neurocomportamentali che si manifestano tipicamente nel tardo pomeriggio e verso la fine della giornata, quando la luce inizia a diminuire. Si manifesta in persone affette da demenza, in particolare nella malattia di Alzheimer, che, con l’avvicinarsi del crepuscolo sembrano sprofondare ancora di più nella confusione, reagendo con un crescendo di agitazione e irrequietezza. Gli assistenti familiari e le persone che assistono questi pazienti, si possono trovare in difficoltà di fronte al peggioramento improvviso di sintomi come disorientamento, ansia e paura, discorso disorganizzato, allucinazioni e aggressività, fino ad arrivare a conseguenze che innescano variazioni profonde dell’equilibrio emotivo. Proprio quando la giornata volge alla fine, sembra calare un’ombra non solo fisica, ma anche psicologica, e molti pazienti mostrano un peggioramento della condizione cognitiva e comportamentale.

Quali sono i fattori scatenanti?

I dati che descrivono questo fenomeno evidenziano profonde differenze nella manifestazione della sindrome del tramonto, a seconda del contesto nel quale le persone anziane sono inserite. La diffusione è di circa il 20% per le persone con demenza che vivono in comunità, e passa repentinamente al 60% o addirittura l’80% per le persone in contesti residenziali. E’ bene considerare che la sindrome del tramonto appare soprattutto nelle fasi intermedie o avanzate della demenza, in contesti con scarsa illuminazione o routine non regolari, e in ambienti in cui l’anziano perde punti di riferimento evocati dalla durata del giorno e dal ciclo luce-buio.
Uno dei principali fattori che concorrono alla comparsa della sindrome, è l’alterazione del ritmo circadiano, cioè dell’orologio interno che regola sonno e veglia, che in molte persone affette da demenza risulta compromesso. Tra i fattori che hanno una maggiore incidenza si possono trovare la riduzione delle ore di luce solare nel cambio stagionale, gli ambienti della casa poco illuminati, i rumori notturni, e soprattutto i cambi improvvisi di ambiente come, ad esempio, durante un ricovero o il trasferimento in una struttura.

Alcune strategie per prevenire e gestire la sindrome del tramonto

Per chi assiste le persone anziane, la sindrome del tramonto può rappresentare una sfida complessa, sia sul piano pratico che su quello emotivo. Nelle ore del crepuscolo le persone affette da “sun-downing” hanno reazioni improvvise che sfociano in comportamenti aggressivi o ansiogeni che richiedono una pazienza infinita e uno spiccato spirito di adattamento per contenere il senso di impotenza che ne deriva. Esistono tuttavia alcune strategie concrete che possono aiutare caregiver e assistenti familiari a supportare l’anziano nelle ore critiche: 

✓ Ridurre le richieste serali: nel tardo pomeriggio evitare richieste complicate o pressanti; meglio proporre attività tranquille come ascoltare musica o semplici momenti di relax.
✓ Minimizzare gli stimoli: verso la fine della giornata l’attenzione è già in una fase calante, perciò evitare ambienti sovra-stimolanti, con troppi rumori o cambiamenti improvvisi.
✓ Potenziare l’illuminazione: assicurarsi che ogni ambiente della casa sia ben illuminato, evitando zone d’ombra, principalmente durante il crepuscolo e la sera
✓ Favorire attività fisica leggera: durante la giornata è sempre bene contrastare l’inattività con camminate leggere, esercizi semplici, e mobilità per aiutare a mantenere chiaro il ritmo circadiano
✓ Evitare sonnellini pomeridiani prolungati: occorre mantenere una buona routine del sonno-veglia. Un riposo troppo lungo nel pomeriggio può alterare ulteriormente il ciclo serale e generare confusione nel comprendere il momento preciso della giornata
Bagno caldo o ambiente rilassante serale: preparare l’anziano al sonno con un momento di quiete e comfort fisico, creando una ritualità rilassante in grado di favorire il relax
✓ Dieta e bevande calmanti: evitare caffè, tè o alcool la sera ma preferire bevande calde e leggere, pasti equilibrati e regolari
Tono di voce calmo, linguaggio semplice: evitare istruzioni brusche o perentorie ma utilizzare sempre parole chiare e gentili, in grado di trasmettere una presenza rassicurante
✓ Sicurezza fisica e ambientale: predisporre un ambiente ordinato e sicuro, nel quale l’anziano possa avere i suoi punti di riferimento per sentirsi protetto. Mettere in sicurezza tutte le cose che potrebbero generare spiacevoli incidenti, come ad esempio, una caduta attraverso l’utilizzo di tappeti antiscivolo e maniglie di sostegno
✓Un consulto professionale: in presenza di comportamenti molto complessi o pericolosi, è fondamentale coinvolgere il medico di fiducia o uno specialista geriatrico, che potrà valutare l’eventuale utilizzo di terapie farmacologiche in combinazione con interventi comportamentali ed ambientali

Verso un’assistenza più consapevole e serena

La sindrome del tramonto va vista come un segnale di fragilità e vulnerabilità nelle persone con demenza. Con una buona conoscenza del fenomeno, un ambiente adeguato, una routine serena e l’impegno degli operatori e della famiglia, è possibile mitigarne l’impatto. Solo così si potrà trasformare ogni sera in un momento di cura, piuttosto che di conflitto.

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